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Il racconto shock di un’avvocata milanese: «Quasi linciata per aver soccorso un migrante»

Storie di ordinario razzismo in una tranquilla giornata di luglio. La brutta avventura di una legale milanese
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Una tranquilla domenica di Luglio, a Milano. Sono da poco passate le 11 e l’avvocata Beatrice Bordino porta i suoi due cani a rifiatare dall’afa al parco di via Taverna, a due passi dal fiume Lambro.

Il racconto
A quel punto la donna vede la sagoma di un uomo disteso a terra: «Era sdraiato in posizione innaturale – ha raccontato al Corriere della Sera – a faccia in giù, appena l’ho visto mi sono messa d’istinto a correre. Le persone quasi gli camminavano sopra, nessuno si interessava del suo stato». L’avvocata Bordino si avvicina e per capire le reali condizioni dell’uomo: «Non si muoveva, ho pensato al peggio, mi si è gelato il sangue nelle vene».

A quel punto prova a cercare aiuto. Poco distante ci sono dei ragazzi che giocano al calcio e qualche anziano che passeggia. Ma alla richiesta d’aiuto, la reazione non è di quelle sperate: «Fatti gli affari tuoi, lascialo lì».

Ma la donna non molla e uno dei due cani inizia a leccare il volto dell’uomo a terra che a quel punto inizia a dare i primi, debolissimi, segni di vita. «Era solo molto ubriaco, ma aveva evidente bisogno di soccorsi», racconterà la donna sempre alla giornalista del Corriere della Sera che ha avuto il merito di pubblicare la notizia.

L’aggressione
L’avvocata decide di chiamare i soccorsi, ma non solo nessuno la aiuta ma qualcuno inizia a minacciarla e a insultarla: «Se osi chiamare l’ambulanza ti meniamo maledetta, bisogna lasciarli morire questi immigrati di m… ricordati che i soccorsi li paghiamo noi contribuenti mica questi negri».

Altri urlano: «Lavati le mani che ti prendi le malattie». E una signora di 70 anni età è ancora più dura ed esplicita: «Spero che Dio ascolti le mie preghiere e che affondi tutti i barconi».

A quel punto l’avvocata avverte tutti: «Siete impazziti? Guardate che esiste l’omissione di soccorso». Ma la sua invocazione scatena ancora di più la rabbia dei presenti: «Ho avuto paura che mi picchiassero.. Poi ho fermato due vigili a cui ho spiegato i fatti. Risposta: “Ce ne sono tanti…».

 

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