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«A Marroni non dissi nulla Non sapevo dell’inchiesta»

Caso Consip, l’ex ministro Lotti davanti al gup. Sul caos procure il deputato insiste: «non mettevo bocca...»
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La verità è che all’allora amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, il 3 agosto del 2016 non ho detto nulla dell’inchiesta perché non potevo riferire ciò che non sapevo». È quanto ha detto ieri l’ex sottosegretario Luca Lotti davanti al gup di Roma nel procedimento sulla fuga di notizie relativa alla vicenda Consip, che lo vede imputato con l’accusa di favoreggiamento. «Ho saputo solo a dicembre dal Fatto Quotidiano dell’esistenza di un’inchiesta», ha aggiunto.

Dichiarazioni che aveva annunciato di voler rilasciare il 28 maggio e che arrivano nel momento più duro per la magistratura, proprio mentre si parla dei suoi incontri con il pm Luca Palamara con l’ipotesi di un suo interessamento per la nomina del nuovo procuratore di Roma per arginare i suoi guai giudiziari.

«Non mettevo bocca sulle nomine nelle procure ha chiarito dopo l’udienza – Ho letto sui giornali che c’erano relazioni con la Procura di Roma, ma queste non ci sono mai state, tanto è vero che la richiesta di rinvio a giudizio nei miei confronti è stata fatta ed abbiamo iniziato l’udienza preliminare», ha spiegato, chiarendo di non volersi dimettere da parlamentare.

Il procedimento vede imputate sette persone, tra le quali in un altro filone d’indagine il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi, accusate, a vario titolo, di rivelazione del segreto d’ufficio, millantato credito, falso e depistaggio. Nel corso dell’udienza di ieri, i legali di Lotti hanno chiesto l’acquisizione del fascicolo disciplinare nei confronti del pm della Procura di Napoli, Henry John Woodcock, che fece partire l’inchiesta.

A rischiare il processo anche l’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, l’ex ufficiale del Noe, Gian Paolo Scafarto – accusato di depistaggio assieme all’ex colonnello dei Carabinieri Alessandro Sessa – il generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia e l’ex presidente di Pubbliacqua, partecipata del Comune di Firenze, Filippo Vannoni. Era stato Marroni a fare i nomi di Lotti e Saltalamacchia, sostenendo che erano stati i due a dirgli che era in corso un’indagine sulla società.

 

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