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Trump spinge per la Brexit: «Faremo grandi affari»

Londra, il Tycoon incontra i leader del “leave”. Gaffe con la regina e cortei di protesta. Il sindaco musulmano di londra Khan risponde dopo l'insulto del giorno prima: «è l’alfiere dell’estrema destra nel mondo»
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Non è certo un viaggio che può lasciare indifferenti la visita del presidente Donald Trump in Gran Bretagna. L’inquilino della Casa Bianca plana su Londra senza alcun riguardo e dispensando a piene mani i suoi modi esuberanti, nei toni e nei contenuti, mentre chi gli si contrappone non usa a sua volta il fioretto.

Il cuore politico ruota intorno alla Brexit: Trump spinge senza vergogna per un’uscita netta di Londra dall’Unione europea. E promette che una volta che questo sarà avvenuto si faranno grandi affari tra le due sponde dell’Oceano. E lo ribadisce anche alla May, al passo di addio da Downing Street proprio per colpa della Brexit, ma il presidente americano non si fa scrupoli a chiederle di restare prospettando grandi relazioni e “accordi formidabili”, ma forse in questo modo limitandosi a rigirare il coltello nella piaga.
Trump si dedica senza sosta ad incontrare i brexiteers: vede faccia a faccia il ministro dell’ambiente Michael Gove tra i candidati a succedere proprio alla May, e corteggia l’amato Boris Johnson, che risponde picche a un incontro riservato e si limita a una telefonata. Dal punto di vista formale Trump ha fatto parlare di sé soprattutto per come si è comportato con la regina Elisabetta II, definendola una «grande donna» e dicendosi onorato di incontrarla, ma rompendo più o meno tutte le regole dell’etichetta che erano alla sua portata, dando la mano alla sovrana e impartendole una pacca sulla schiena durante il brindisi della cena di gala.

Una cena comunque complessa perché le situazioni critiche erano parecchie: l’assenza dell’americana Megan che non ha mai nascosto l’antipatia per il suo presidente, lo spirito ambientalista del principe Carlo, il mancato riguardo verso figure istituzionali come il sindaco di Londra. Proprio lo scontro al vetriolo con il sindaco musulmano Khan ha costituito il leit motiv della visita. Khan si presenta come un duro oppositore di Trump, che ricambia con epiteti di ogni genere, tra cui «perdente». La replica di Khan è stata secca: «Trump è il volto dell’estrema destra nel mondo». Intanto in piazza torna la nuova versione del ‘ Baby Trump’, il gigantesco pupazzo gonfiabile, e una nuova parodia, un enorme robot che mostra Trump in giacca, cravatta e cappellino sul volto dalle dimensioni spropositate, seduto sul water intento a twittare.

 

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