Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Sul tribunale dei brevetti Milano è ancora in corsa. Ora decide il governo

La “battaglia” per la nuova sede del Tub. Per il presidente dell’ordine degli avvocati, Vinicio Nardo, «Preoccupa un po’ l’incertezza della politica nazionale sulla candidatura della nostra città»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

È previsto entro la fine del mese a Milano l’incontro con il ministro degli Affari esteri, Enzo Moavero Milanesi, per fare il punto sul Tribunale unificato dei brevetti (Tub). Dall’altra parte del tavolo, fra gli altri, il presidente della Corte d’Appello di Milano, Marina Tavassi, il presidente dell’Ordine degli Avvocati del capoluogo lombardo, Vinicio Nardo, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Scopo dell’incontro sarà quello di convincere una volta per tutte il governo affinché riconosca in Milano la città da candidare a sede del Tub in sostituzione di Londra.

Il Tub è un tribunale comunitario, previsto dall’Unione europea già a febbraio del 2013, e concepito con una sede tripartita. La Corte di prima istanza, ospitata a Parigi, è affiancata da due sezioni, una a Monaco di Baviera, dove c’è già l’Ufficio brevetti europeo, e l’altra a Londra. Per la Corte d’Appello la sede è a Lussemburgo. Il Tub non è ancora attivo ma l’accordo deve essere rivisto per effetto della Brexit: accanto a Parigi e Monaco, non più Londra ma un’altra città va scelta come terza sede della direzione centrale.

Milano ha da subito avanzato la sua candidatura. Il capoluogo lombardo copre circa il 40 per cento della validazione dei brevetti europei di tutto il Paese e l’Italia è al terzo posto, dopo Germania e Francia, per il numero di brevetti depositati con validità europea, precedendo la Gran Bretagna. «È importante aver riunito intorno a un tavolo le istituzioni politico- amministrative e giudiziarie, i rappresentanti delle imprese, delle professioni e dell’accademia – ha dichiarato al momento dell’istituzione del tavolo di lavoro Vinicio Nardo, presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano –. Nessuno ha dubbi sul fatto che Milano sia l’unica candidata possibile, anche se sconcerta un po’ l’incertezza della politica nazionale» .

A complicare il percorso per la candidatura di Milano, che sembrava potesse filare liscio, ci si è messo infatti il Parlamento: il 9 aprile scorso la Camera ha approvato a sorpresa una mozione che sostiene una generica candidatura italiana ad ospitare la sede del Tub alla quale Londra dovrà rinunciare. Nella mozione non c’è alcun riferimento a Milano, nonostante i partiti di opposizione ( dal Pd a Forza Italia passando per Fratelli d’Italia) avessero chiesto di esplicitarlo. «Milano ha certamente i numeri per candidarsi al fianco di Parigi e Monaco e al posto di Londra – ha sottolineato Marina Tavassi, presidente della Corte d’Appello di Milano – è un polo economico per numero di imprese sul territorio, la città è all’avanguardia ed è anche di facile accessibilità».

 

Ultime News

Articoli Correlati