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Mercatone Uno fallisce, ma i lavoratori lo scoprono su Facebook: sit-in fuori dai negozi

Il ministro del Lavoro Di Maio anticipa al 27 maggio il tavolo «che servirà prima di tutto a salvaguardare i posti di lavoro»
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Shernon Holding, la società che gestiva punti vendita di Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. A renderlo noto è la Filcams-Cgil di Reggio Emilia con una nota. Un fallimento scoperto che i circa 1800 lavoratori legati alla catena hanno scoperto via Facebook, nella notte, e hanno reagito organizzando subito presidi e sit-in davanti ai moltissimi negozi chiusi. «Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda – ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia – Shernon Holding aveva acquisito i 55 punti vendita meno di un anno fa e circa un mese fa aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo».  Per il 30 maggio su Shernon-Mercatone Uno era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico un tavolo di crisi.

L’occasione diventa subito utile per creare l’ennesimo campo di battaglia politico tra i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. «Da ministro del Lavoro non posso che essere preoccupato per la notizia della chiusura dei punti vendita Mercatone Uno in tutta Italia a causa del fallimento della Shernon Holding Srl – ha scritto su Facebook il ministro del Lavoro Luigi Di Maio – Ma non basta. Non è possibile che 1800 lavoratrici e lavoratori, oggi, in Italia, si ritrovino senza lavoro dal giorno alla notte e siano costretti a scoprirlo da un passaparola tra colleghi. Anche per questo ho deciso di anticipare a dopodomani, lunedì 27 maggio, il tavolo che servirà prima di tutto a salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti di Mercatone Uno, ma anche a fare chiarezza sulla responsabilità della proprietà nella loro gestione. Su questo mi aspetto responsabilità e collaborazione da parte di tutti. Do quindi appuntamento a tutti al tavolo ministeriale di lunedì».

Ma il primo ad intervenire è stato  il ministro dell’Interno Matteo Salvini. «Mi impegnerò personalmente incontrando sindacati, lavoratori, fornitori e proprietà, non si possono lasciare dipendenti a casa senza rispettare gli impegni presi. Anche su questo la nuova Europa che nascerà domani dovrà essere più forte nel difendere il lavoro», ha commentato il vicepremier, mentre il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha espresso «solidarietà ai 1800 lavoratori della Mercatone Uno che dal giorno alla notte hanno appreso dai social del fallimento dell’azienda e hanno trovato i cancelli chiusi. La solidarietà però, a questo punto, non basta – ha aggiunto – Per questo partiremo subito con la ricerca di un imprenditore italiano serio che voglia rilanciare Mercatone Uno e salvare i dipendenti che in questi anni sono stati presi in giro da millantatori stranieri, capaci solamente di trascinare l’azienda sul baratro».

La dichiarazione di fallimento da parte del tribunale di Milano è arrivata il 23 maggio scorso, ma nessuno, fino ad oggi, aveva avvisato i dipendenti con una comunicazione ufficiale. L’azienda era in crisi ormai dai cinque anni. Il tribunale di Milano ha riscontrato un indebitamento complessivo di 90 milioni, maturato in nove mesi, con perdite gestionali fisse di cinque-sei milioni al mese, aggiunto alla totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori. Sono 500 le aziende fornitrici coinvolte nella vicenda, con crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro e 10mila lavoratori nell’indotto.

«In un anno il ministro Luigi Di Maio non ha pronunciato pubblicamente neanche una parola su Mercatone Uno e i suoi dipendenti, non si ha notizia neanche di sue eventuali partecipazioni agli incontri al ministero, come quello del 18 aprile: quando pensa di occuparsene? Ora che è stato dichiarato fallimento e 1.800 dipendenti, 300 solo in Puglia, sono in mezzo a una strada finalmente farà il suo lavoro di ministro?», ha commentato su Facebook il deputato del Partito Democratico Ubaldo Pagano. «Quando erano all’opposizione, i cinque stelle – prosegue Pagano – presentavano un’interrogazione al mese sui dipendenti di Mercatone Uno. Poi sono arrivati al Governo e se ne sono completamente disinteressati. Ecco il bluff di Di Maio, Casaleggio, Di Battista e soci».

«La convocazione al Mise dei sindacati, dell’azienda e del curatore fallimentare di Shernon deve essere il primo passo per trovare una soluzione al fallimento della società proprietaria di Mercatone Uno – ha commentato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini – È intollerabile che 1.800 lavoratori siano venuti a conoscenza del fallimento via Facebook. Ora è urgente avere assicurazioni sulla salvaguardia dei posti di lavoro».

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