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Cosenza, evasione e video in rete: nessuna responsabilità degli agenti

Il detenuto è stato subito ripreso e le immagini sono state diffuse dai cittadini. Emilio Quintieri, dei Radicali italiani, spiega: «la grave carenza di personale nell’istituto calabrese è notoria»
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Domenica mattina era evaso, ma il reparto specializzato della polizia penitenziaria è riuscito subito a prenderlo, in pieno centro storico. Dei passanti hanno ripreso tutto con lo smartphone e il video ha fatto il giro dei social, con l’evaso placcato a terra. Un video che era stato anche pubblicato sulla pagina facebook del sindaco della città di Cosenza, poi rimosso dopo le polemiche di alcuni utenti.

«Ho pubblicato il video per dare il merito alle forze di polizia e ai nostri agenti che sono stati protagonisti – dichiara il sindaco Mario Occhiuto su fb -, ma comunque capisco il senso della richiesta perché alla base di tutto ritengo sia necessario il rispetto delle persone e anche di questo ragazzo appena ventenne».

Il fatto accade a Cosenza e parliamo di un ragazzo appena ventenne, straniero e di nome Amadou Coulibally, con fine pena il 20 maggio del 2023. Emilio Enzo Quintieri, già consigliere nazionale dei Radicali Italiani e candidato Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale della Regione Calabria, raggiunto da Il Dubbio spiega che ha proposito dei video che girano sui social e pubblicati su alcune testate on line sono opera «di privati cittadini, a cui non si può certo impedire di farli e diffonderli».

Quintieri sottolinea che non è opera della polizia penitenziaria «altrimenti sarebbe stato sicuramente oggetto di mia critica ed eventualmente di denuncia alla Procura della Repubblica di Cosenza come già fatto in occasione dell’arresto/ traduzione di Cesare Battisti, fatti per i quali vi è ancora indagine in corso a Roma sul Capo del Dap ed altri».

Ma nel frattempo è accaduto dell’altro. A seguito dell’evasione del giovane detenuto straniero che ha determinato l’apertura di una indagine da parte della Procura della Repubblica di Cosenza per chiarire le dinamiche del grave evento critico ed accertare se vi siano state eventuali responsabilità attive od omissive, qualcuno, in virtù di quanto accaduto, non ha perso l’occasione per muovere accuse nei confronti degli Operatori Penitenziari.

Emilio Quintieri, invece, ci tiene a precisare che esprime massima solidarietà sia agli agenti penitenziari che al direttore dell’Istituto penitenziario cosentino Maria Luisa Mendicino.

«In realtà – spiega il candidato a garante regionale Quintieri -, pur non conoscendo nel dettaglio la dinamica dell’evento, posso tranquillamente affermare che non hanno alcuna responsabilità, soprattutto perché eventuali inefficienze e carenze del sistema, non possono essere attribuite a chi dirige o lavora nell’Istituto. Infatti – sottolinea -, la grave carenza di personale di Polizia penitenziaria addetto alla custodia dei detenuti ed alla sicurezza dell’Istituto, è notoria: a fronte di una pianta organica che prevede 169 unità, ne sono presenti soltanto 142. Peraltro – aggiunge Quintieri -, il reparto di Cosenza, ormai da tempo, è privo di un Comandante titolare in quanto il commissario capo Cugliari è un funzionario in missione. Ed inoltre, il direttore Mendicino, oltre alla Casa circondariale di Cosenza in cui a fronte di una capienza di 218 posti sono ristretti 262 detenuti, dirige in missione anche la Casa di reclusione di Rossano in cui allo stato sono ospitati 295 detenuti per una capienza di 263 posti».

 

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