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Strage di Pasqua in Sri Lanka: oltre 200 morti e centinaia di feriti. Ma il bilancio è provvisorio

Sri Lanka, torna l'incubo del terrorismo suicida in Asia
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Torna l’incubo del terrorismo suicida in Asia. In Sri Lanka, un Paese che da poco ha ritrovato la pace, 7 violente esplosioni hanno colpito tre hotel di lusso e tre chiese durante le celebrazioni di Pasqua. Il bilancio delle vittime sale ogni minuto: per ora si parla di 207 morti – di cui 35 stranieri – e circa 450 feriti.

Ancora non risultano vittime italiane, anche se la Farnesina sta seguendo l’evento con la massima attenzione.

I cristiani in Sri Lanka sono una stretta minoranza, ma sembrano proprio loro l’obiettivo degli attentati che hanno colpito le chiese della capitale Colombo, di Negomboe di Batticaloa. Colpiti anche simboli della presenza straniera come lo Shangri-La Hotel, il Kingsbury Hotel e il Cinnamon Grand a Colombo.

Le autorità riferiscono che almeno due esplosioni sarebbero state opera di attentatori suicidi. Questo elemento e la modalità degli attacchi simultanei fanno pensare ad un attacco di reti terroriste islamiste, ma per ora ne al Qaida ne Isis hanno rivendicato l’attacco. Nei siti simpatizzanti per lo Stato Islamico, però, si moltiplicano i commenti esultanti e si parla di una “giusta vendetta” contro gli attentati alle moschee in Nuova Zelanda.

In realtà lo Sri Lanka è storicamente segnato dallo scontro tra la minoranza induista rappresentata dal movimento combattente comunista delle Tigri Tamil e la maggioranza buddista, che ha vinto la guerra nel 2009. Le Tigri Tamil sono stati tra i primi a usare i kamikaze come arma e hanno ricevuto per anni il sostegno dei nazionalisti indiani. I musulmani rappresentano il 10 per cento della popolazione e finora non si sono resi protagonisti di particolari fenomeni fondamentalisti e solo 32 srilankesi – secondo le fonti ufficiali – avrebbero finora aderito all’Isis andando a combattere in Siria.

l primo ministro cingalese Ranil Wickremesinghe ha convocato il Consiglio di sicurezza e ha parlato di “attacchi vigliacchi”.  Il presidente Maithripala Sirisena ha invitato alla calma e rassicurato che tutte “le forze di polizia” sono sul campo per prevenire ulteriori attacchi e trovare i responsabili.

La Bbc riporta che nel caos generale tutti i cittadini si stanno dando da fare per aiutare i soccorsi e che si stanno formando lunghe code di persone che vogliono donare il sangue per i feriti.

 

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