Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Wojtek l’orso soldato che ha combattuto i nazisti a Cassino

Venne trovato da un contingente polacco in Persia nel 1942. Di indole socievole e di grande intelligenza fu arruolato come militare trasportatore con tanto di numero di matricola
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Nella primavera del 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, ebbe luogo in Italia la battaglia più dura e cruenta di tutta quella campagna, che si svolse nella zona centrale della penisola, a sud di Roma, nel territorio della provincia di Frosinone, attorno alla città e al monastero di Cassino.

L’ VIII Armata britannica del gen. Montgomery, sbarcata in Sicilia a Gela ( proveniente dalla Tunisia) e a Siracusa ( proveniente da Malta) nel luglio del 1943 e successivamente a Reggio Calabria all’inizio del settembre, aveva raggiunto, dopo aver conquistato Napoli il 1° ottobre ( l’insurrezione popolare era avvenuta il 27 settembre), la prima potente linea di difesa delle truppe tedesche del maresciallo Kesserling, la cosiddetta ‘ Linea Gustav’, che si estendeva dalla foce del Sangro a quella del Garigliano.

Essa era stata approntata per bloccare l’entrata della valle del Liri verso Cassino, che costituiva passaggio obbligato per raggiungere Roma: Cassino era dunque un luogo di grande importanza strategica e lungo tale Linea si affrontarono 15 divisioni tedesche al comando del gen. Senger und Etterlin e 20 alleate al comando del gen. Leese.

Le divisioni alleate erano costituite dalla XIII divisione britannica, dalla XXXIV divisione USA ‘ Texas’, dal Corpo di spedizione francese del gen. Juin ( che comprendeva la I divisione di fanteria marocchina, la III divisione di fanteria algerina e il 4°; 5° e 8° reggimento di fucilieri marocchini) e dal 2° Corpo polacco del gen. Anders formato da 4 divisioni.

La battaglia per la conquista di Cassino si svolse in quattro fasi successive dal gennaio al maggio del 1944 e solo dopo tre tentativi andati a vuoto nei mesi di marzo e aprile, il 18 maggio i polacchi della III divisione ( ai quali si era aggregato a fine marzo il 2° Corpo neozelandese del gen. Freyberg, formato dalla III divisione britannica, dalla II neozelandese con elementi maori, dalla VII indiana con elementi gurkha, e dal contingente sudafricano del Reggimento britannico ‘ Hampshire’) poterono issare la loro bandiera bianca e rossa sulle macerie del monastero che era andato distrutto dal bombardamento aereo USA del 15 febbraio precedente. Ed è in questo scenario che si inserisce la straordinaria storia di un soldato polacco di nome Wojtek. Straordinaria e unica in quanto il militare che portava quel nome non era un uomo, bensì un orso e la sua vicenda possiamo farla partire da un evento umoristico capitato proprio nel momento cruciale della battaglia di Cassino, il 16 maggio 1944, allorché il magg. Holt e il suo autista, appartenenti alla divisione ‘ Texas’, finirono fuori strada con la loro jeep mentre stavano raggiungendo il Comando polacco nelle immediate retrovie del fronte.

Davanti a loro era comparso un enorme orso bruno, alto circa 2 metri, che, camminando eretto sulle sue zampe posteriori, procedeva ondeggiando verso la linea di tiro trasportando tranquillamente con quelle anteriori una grossa granata da cannone del peso di 60 kg. Si trattava di un orso di razza siriana, la cui presenza in zona avanzata di guerra era per i due americani del tutto inspiegabile soprattutto vedendo il plantigrado intento ad una attività completamente estranea alla sua naturale inclinazione, feroce, aggressiva e insofferente: e questa situazione inattesa ed anomala fu la causa della perdita di controllo della jeep da parte dell’autista del magg. Holt.

I due militari americani, superata la meraviglia e lo spavento del momento, si recarono al comando polacco e ne udirono la incredibile storia di Wojtek, soldato regolare della XXII Compagnia Trasporti Artiglieria pesante del 2° Corpo polacco del gen. Anders. L’animale, quando era ancora un cucciolo di pochi mesi, era stato trovato sperduto ai margini di un bosco nelle vicinanze di Dezfull, nel Lorestan persiano, da due soldati ( Piotr Prendysz e Wladislaw Sosnowki) che si trovavano in quel luogo con la loro Compagnia in quanto facevano parte di uno di quei contingenti di militari polacchi che, dopo esser stati fatti prigionieri dai sovietici nel 1939 in occasione dell’invasione russa della Polonia, erano stati rilasciati per farli partecipare alla guerra contro la Germania.

Eerano ammassati in Persia in attesa di partire per il Medio Oriente, prima tappa del loro successivo trasferimento via mare sul fronte di guerra europeo. Il piccolo orso venne rifocillato e nutrito con latte vaccino e preso sotto amorevole cura dai due militari che gli diedero nome di Wojtek in ricordo di quello di un orso famoso dello Zoo di Varsavia e ottennero dal loro Comandante, il magg. Chelminski, di poterlo tenere nei loro alloggiamenti, aggregato alla XXII Compagnia Trasporti che era stata appena istituita.

Da allora Wojtek seguì i militari che lo avevano amorevolmente adottato, dimostrando una indole socievole e per nulla feroce, anzi spesso allegra e burlona che peraltro, quando ebbe raggiunto un certo peso e una certa altezza, procurò non pochi fastidi ai suoi due custodi. Si ricorda quella volta in cui ebbe a scompigliare una tranquilla mandria di cavalli, inseguendone qualcuno sino a farlo cadere senza peraltro assalirlo; o quell’altra in cui, entrato in un magazzino viveri, fece cadere una catasta di casse di birra ( di cui era ghiotto), spargendone il contenuto a terra fra la costernazione dei soldati cui era destinata; o quella in cui, capitato nel deposito dettaglio della Compagnia, mescolò tutti gli equipaggiamenti dei militari; o quell’altra quando ingaggiò un violento incontro di pugilato con un altro orso, Michal, mascotte del 16° Battaglione di artiglieria polacco ‘ Low’ incontrato occasionalmente per strada durante una marcia di trasferimento dei due contingenti.

Il 2° Corpo polacco, nel febbraio del 1943 iniziò quella marcia che, attraverso i monti della Persia, l’avrebbe portata a Qisil Ribat, a Baghdad e quindi in Palestina e in Egitto, in previsione degli sbarchi in Italia. Nell’ottobre dello stesso anno la XXII Compagnia si trovò acquartierata a Qassassin, con il compito di trasportare truppe e materiali dell’VIII Armata britannica ai porti di Alessandria e di Porto Said. E fu qui che cominciò l’impiego ‘ militare’ di Wojtek che, avendo osservato il continuo via vai dei suoi amici soldati carichi di scatoloni, cassette e materiali vari dagli autocarri ai nastri trasportatori delle navi, incuriosito si inserì nella filiera dei soldati e, con loro grande meraviglia, prese alcune casse fra le zampe anteriori e, camminando ritto su quelle posteriori, le portò sino ai nastri trasportatori delle navi, così come aveva visto fare dai suoi amici dimostrandosi assai compiaciuto di tale lavoro.

Questa iniziativa stimolò gli applausi di tutti i militari e dopo alcuni giorni nei quali Wojtek poseguì in tale lavoro, Piotr chiese al magg. Chelminsky che l’attività dell’orso fosse riconosciuta e quindi l’animale venisse ufficialmente arruolato come regolare soldato trasportatore nella XXII Compagnia.

L’inusuale domanda creò alquanto imbarazzo nello Stato maggiore del Corpo polacco al quale il maggiore si era rivolto per competenza, ma alla fine, dopo qualche obiezione, tenuto conto del lavoro che l’orso stava egregiamente compiendo al pari degli altri soldati ma soprattutto per l’apporto di entusiasmo e fiducia che questa presenza trasmetteva alla truppa, Wojtek venne accettato con una cerimonia pomposa e folcloristica nella notte di Natale del 1943 – come militare regolare nell’esercito polacco, con tutti i diritti ( cibo, alloggio, coperte, assistenza medica) che competevano, a tale ruolo; una piastrina militare di riconoscimento ( n. 00001/ 22°) gli venne appesa al collo con un nastro riportante i colori della bandiera polacca rosso e bianco, piastrina che l’orso portò poi sino alla morte.

Nell’occasione gli venne anche assegnata una tenda personale esclusiva ( prima dormiva accovacciato negli angoli dei magazzini) e gli fu riconosciuta una razione di cibo dieci volte superiore al rancio giornaliero degli uomini di truppa, integrata da 5 lattine di birra e da una congrua quantità di miele: all’epoca infatti Wojtek aveva superato i 2 metri di altezza e i 300 kg di peso. Il 13 febbraio 1944 il Corpo polacco iniziò l’imbarco sulla nave inglese ‘ Batory’ con destinazione al porto di Taranto in Italia: quando giunse il momento di far salire a bordo il contingente della XXII Compagnia con il loro commilitone orso, il comandante della nave si rifiutò di accogliere l’animale e si ingenerò un intenso conflitto di competenze con il magg. Chelminski che sosteneva che l’orso faceva regolarmente parte della Compagnia: alla fine Wojtek fu fatto salire a bordo e confinato nella stiva. Dopo 4 giorni di navigazione la Compagnia sbarcò in Italia e si stabilì inizialmente a nord di Taranto nel Campo Okonor nel basso Garigliano, adibita alla distribuzione dei rifornimenti di munizioni e vettovaglie per i combattenti dei generali Montgomery e Anders, impegnati sulla ‘ Linea Hitler’ messa in atto dai tedeschi alla destra della “Gustav”. Il 20 aprile tutto il Corpo polacco si spostò verso il centro Italia, lungo l’alto Sangro, e venne aggregato al 13° Corpo britannico, alla Divisione USA e al C. E. F. francese ( cui abbiamo già accennato) per l’ultimo attacco a Cassino che resisteva da oltre 6 mesi. Questo ebbe inizio l’ 11 maggio e, con il fuoco concentrato di oltre 2000 cannoni, si concluse il 18 maggio con la vittoria alleata e, in particolare, del Corpo polacco. La XXII Compagnia aveva provveduto, nel corso di tutta la settimana in cui ebbe luogo la battaglia, al trasporto di ben 17.500 tonnellate di munizioni, di 1200 tonnellate di carburante e di 1600 tonnellate di generi alimentari dalla base logistica di Sesto Campano, lungo la valle di Cassino, sino agli accampamenti alleati al fronte, nelle immediate retrovie delle batterie di artiglieria pesante.

E fu proprio in quei giorni, durante la fase più acuta della Battaglia, che si verificò l’episodio che, protagonista Wojtek, aveva sbalordito il magg. Holt e il suo autista. Dopo la battaglia la Compagnia venne inviata a est sulla via Adriatica e seguì il Corpo Polacco nei combattimenti di Monte Fortino, tra Castrocaro e Faenza, sino all’occupazione di Ancona ( luglio 1944) ove stabilì un campo fisso alla periferia della città ( Campo ‘ Pinocchio’). Nel febbraio dell’anno successivo la XXII Compagnia Trasporti Artiglieria pesante cambiò nome in XXII Compagnia del Corpo Trasporti dei Servizi dell’Esercito polacco e in quell’occasione il magg. Chelminski ottenne dal suo Stato Maggiore di poter applicare, sulle uniformi dei militari di questa nuova Compagnia uno stemma raffigurante un orso che trasportava a braccia una granata di artiglieria inscritto in un volante di camion e di assumere tale stemma come distintivo ufficiale della stessa Compagnia, in affettuoso omaggio al lavoro svolto da Wojtek, amato da tutti i militari del gruppo. Sino al 7 maggio, data della fine della Seconda Guerra Mondiale, la Compagnia fu adibita al trasferimento di materiali dall’Emilia ( Ferrara) al Friuli ( Udine) e Wojtek in tutte queste operazioni continuò a prestare allegramente la sua opera di trasportatore di carichi pesanti, non senza provocare spavento fra i contadini delle masserie vicine per le sue scorribande nei poderi e scompiglio nella Compagnia per le sue ubriacature di birra.

A settembre tutto il 2° Corpo polacco venne trasferito a sud in una zona vicina a Pozzuoli poiché gli Alleati avevano iniziato il ritiro delle loro truppe dall’Italia. Il 26 settembre i polacchi si imbarcarono da Napoli e, via Gibilterra, raggiunsero Glasgow in Scozia il 6 ottobre e vi si stabilirono in attesa del rimpatrio di tutto il contingente in Polonia: il 28 del mese la XXII Compagnia fu destinata al Winfield Park che si trovava nelle vicinanze di Berwick on Tweed e vi allestì un grande campo fisso. Durante la lunga permanenza a Berwick, le gesta che Wojtek aveva compiuto nelle varie fasi della guerra in Italia, vennero a conoscenza della cittadinanza, e, in una fastosa cerimonia ufficiale, nel giugno del 1946, l’orso venne proclamato Membro onorario della Scottish Polish Society. Entro la fine di ottobre dell’anno successivo tutti i soldati polacchi vennero rimpatriati e quelli della XXII Compagnia si videro costretti ad abbandonare, con immenso rincrescimento, il loro orso: il distacco tra Wojtek e Piotr fu davvero commovente anche se, al momento l’orso non ne aveva compreso il significato.

Il 15 novembre anche Wojtek lasciò Winfield Park, ove aveva trascorso il periodo più felice della sua vita, e venne trasferito allo Zoo di Edinburgo ove restò sino al giorno della sua morte avvenuta all’età ragguardevole di 22 anni, il 2 dicembre del 1963. E qui termina la storia del soldato Wojtek. E’ pur vero che anche altri animali ( cavalli, muli, asini, cani, cammelli, buoi, piccioni e anche galline e delfini) sono stati impiegati, nel tempo, in azioni belliche, coadiuvando e anche sostituendo in taluni casi le attrezzature meccaniche, ma nessuno ebbe l’onore di rappresentare ufficialmente una Compagnia militare che ancor oggi, nelle sue uniformi, riporta l’effigie di un orso che trasporta una granata di cannone.

 

Ultime News

Articoli Correlati