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Delitto Sara, la Cassazione chiede di aumentare la pena per Paduano

L'ex guardia giurata è accusata di aver tramortito, strangolato e dato alla fiamme la ex fidanzata 22enne
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Un processo d’appello bis per aumentare la pena – fino all’ergastolo – per Vincenzo Paduano. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione che accolto il ricorso della procura generale di Roma contro la sentenza d’appello, emessa il 10 maggio del 2018, che aveva inflitto 30 anni a Paduano, l’ex guardia giurata accusata di aver tramortito, strangolato e dato alla fiamme la ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, studentessa 22enne.

Il fatto avvenne a Roma, nel quartiere della Magliana, il 29 maggio 2016. In primo grado l’imputato era stato condannato all’ergastolo. I giudici di piazza Cavour hanno evidentemente condiviso le conclusioni del pg di Cassazione Stefano Tucci, che, questa mattina, aveva sollecitato un appello-bis per valutare la pena dell’ergastolo, affermando che il reato di stalking contestato all’imputato fosse fattispecie autonoma rispetto all’accusa di omicidio. La sentenza di secondo grado, pronunciata nel maggio 2018, aveva invece ridotto la pena all’imputato, passando dall’ergastolo ai 30 anni di reclusione, ritenendo il reato di stalking assorbito in quello di omicidio.Dopo il deposito delle motivazioni, entro 90 giorni, la Corte d’assise d’appello di Roma, sulla base delle indicazioni che detterà la Cassazione, dovrà quindi ripronunciarsi sulla pena, che potrebbe tornare ad essere quella del carcere a vita. Paduano è tuttora recluso nel penitenziario di Rebibbia.

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