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Manconi: «L’Italia non è razzista, ma la xenofobia dilaga»

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Una ragazza con madre ugandese, a Pisa, si vede rifiutata la sua richiesta di affittare una casa perché nera, a Roma una signora africana con due bambini viene malmenata mentre cammina in un quartiere centrale della capitale, in periferia, a Ostia, un ragazzo sempre nero viene picchiato da un branco di più di dieci persone.

Sono solo gli ultimi episodi  di una lunga serie che sembrano far precipitare l’Italia in un’atmosfera razzista. L’Unar (Ufficio Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri) ha messo a disposizione un numero verde e lanciato una campagna che invita, chi è testimone di episodi di discriminazione, a segnalarli o a chiedere informazioni e aiuto. Se si leggono i commenti sotto il post di Facebook che annuncia l’iniziativa,  si capisce però come  il vento sembri spirare nella direzione esattamente opposta.

Molti cittadini italiani infatti dicono di sentirsi discriminati rispetto agli stranieri. Cosa sta succedendo dunque in Italia? Ne da una spiegazione il professor Luigi Manconi, presidente dell’associazione “A buon diritto”, ma già coordinatore proprio dell’Unar ed ex senatore del Pd.

Professore, l’Italia è diventato un paese razzista?

Qualunque discorso sull’ intolleranza etnica in Italia deve partire da due considerazioni  solo in apparenza contraddittorie. La prima è che l’Italia non è un paese razzista, la seconda è che stanno invece crescendo gli atti di razzismo, sta crescendo il numero di razzisti.

Può spiegare meglio.

Quello che si diffonde è un fenomeno che raramente viene analizzato come particolare, ed è la xenofobia, cioè la paura dello straniero. Questa questione non è stata affrontata in questo quarto di secolo, da quando cioè gli stranieri sono diventati una quota significativa della società nazionale, o meglio, è stata affrontata solo dagli imprenditori politici della paura.

A chi si riferisce?

A coloro che volevano trasformare l’angoscia dei cittadini .in merce elettorale. Lo hanno fatto e ci sono riusciti.

E’ ora come si inverte questa tendenza?

Rispetto al razzismo che si dispiega nella sua brutalità, bisogna essere intransigenti, soprattutto contro coloro che lo giustificano. Inoltre la politica deve tornare proprio lì dove la xenofobia può trasformarsi in razzismo.

In quali luoghi?

Quello spaziò è dove gli strati popolari italiani vivono condizioni , e non solo, di smarrimento. L’unica cosa che si può fare è la politica.

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