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Mascherin al Consiglio degli Ordini Forensi d’Europa: «La difesa dei diritti è una lingua comune»

Si è svolto ieri a Roma la “standing committee” del Ccbe, alla quale erano presenti le rappresentanze delle avvocature europee
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Si è svolto ieri, presso la sede dell’accademia dei Lincei, la “standing committee” del Ccbe, il Consiglio degli Ordini Forensi d’Europa (che rappresenta 45 Avvocature dei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio economico europeo oltre a Paesi osservatori). La riunione è stata introdotta dal saluto del presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, che ha ringraziato per la loro presenza le delegazioni presenti, provenienti da tutti i paesi europei. Secondo Mascherin, «L’incontro tra avvocature deve essere emozionante: se mancasse questa emozione, sarebbe un brutto segnale per l’avvocatura e soprattutto per la tenuta dei sistemi democratici». Il presidente del Cnf ha sottolineato come il legante tra avvocati sia «il fatto di avere nel Dna la difesa dei diritti umani e la democrazia. Noi siamo coloro che hanno scritto le costituzioni dei diritti e che continuiamo a scriverle ovunque nel mondo. Abbiamo lingue diverse, ma parliamo il linguaggio comune della difesa e siamo portatori di questo ideale, sempre dalla parte dei deboli». Mascherin si è rivolto anche al futuro: «Dobbiamo vigilare sulla tenuta dei sistemi democratici e delle società solidali, ma anche che i giovani avvocati crescano in linea con le nostre antiche tradizioni ma conoscano le evoluzioni della società». L’avvocatura, infatti, garantisce un «futuro solido alla democrazia, perchè la difende». Successivamente, ma preso la parola Guido Raimondi, presidente della Corte europea dei diritti umani, il quale ha attinto dalla sua esperienza personale raccontando di come «nella mia carriera professionale, moltissimo ho imparato dalle arringhe degli avvocati difensori» e ha poi introdotto una “opinion” europea sulle relazioni tra giudici e avvocati. «Insieme, hanno ruoli vitali nello stato di diritto, rispettando accordi comuni e principi etici». Ha, poi, stigmatizzato in entrambe le professioni l’utilizzo di pratiche dilatorie, «che vanno combattute sia tra i giudici che tra gli avvocati». Infine, ha preso la parola Guido Alpa, già presidente del Cnf e professore di diritto civile alla Sapienza di Roma, che ha affrontato il ruolo degli avvocati in Europa. «La nostra professione ha un grande ruolo nel rafforzamento dell’istituzione europea e del mercato unico europeo, ma anche come garanzia di rispetto dei diritti fondamentali. Questo elemento è centrale in modello europeo e lo distingue da quello americano: combina i diritti e il mercato». Alpa ha poi ricapitolato il complicato iter dello sforzo di codificazione per il diritto privato europeo e per l’european business code e di come questo percorso debba essere sostenuto dalle avvocature di tutta Europa, in particolare da quella italiana.Durante la riunione, la consigliera del Cnf Francesca Sorbi è stata eletta componente del consiglio di amministrazione della European Lawyer Foundation, la fondazione del CCBE dedicata alla formazione degli avvocati.

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