Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Schifani: «Salvini si scordi l’opa su Fi e stacchi la spina al governo. Siamo vicini alla bancarotta»

L'ex presidente del Senato: «svuotare il nostro partito è impossibile, perché alle idee non si comanda. Forza Italia ha una sua area di consenso che si muove nella logica liberale, popolare e riformista»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Un Parlamento a rischio commissariamento, in un’economia al collasso. Questo è il quadro del paese prospettato dall’ex presidente del Senato, Renato Schifani, che si rivolge direttamente all’alleato- non alleato Matteo Salvini: «Si ricordi che gli esperimenti di Palazzo non funzionano e danneggiano l’Italia. Stacchi la spina a questo governo» .

Il centrodestra vince ancora a livello territoriale, ma Salvini non vuole strappare il contratto di governo. Come lo spiega?

Io mi limito a dire questo: il centrodestra unito vince perchè gli elettori di centrodestra sono un patrimonio di storia politica non cancellabile da manovre di palazzo come questo governo, frutto di un esperimento anomalo che va contro ogni logica politica. Salvini pensi a Prodi.

Che c’entra Prodi?

Anche lui aveva dato vita a una coalizione eterogenea, che andava da Rifondazione Comunista al Liberali, e cadde proprio a causa di questa distanza tra le componenti. Almeno, però, lui aveva un minimo di legittimazione data dal consenso popolare alle urne. Tornando all’oggi: Salvini stia attento al fatto che questa anomalia di governo sta portando il paese ad una crisi economica e di credibilità internazionale.

Eppure Di Maio e Salvini ribadiscono ogni giorno che il governo è solido.

Lo ripetono ma non ci credono nemmeno loro. Sono due governi in uno in continua campagna elettorale: hanno posizioni diverse su Maduro, sugli accordi per la Tav, con politiche ondivaghe sugli F35 e diviso sull’approccio nei confronti del governo cinese. In questo quadro instabile, i dati economici sono spaventosi: meno 12% di produzione industriale; spread raddoppiato a 240 punti; un aumento di pressione fiscale dello 0,4% certificato dal Mef e un debito pubblico al massimo storico, a 2,3 miliardi.

E per risalire la china serve un governo di centrodestra?

Il centrodestra ha una storia fatta di momenti di coraggio come le misure antimafia volute da Silvio Berlusconi e un presente fatto di modelli di eccellenza in moltissime regioni, dalla Sicilia alla Liguria, fino all’Abruzzo e alla Basilicata dove abbiamo vinto da poco. A livello nazionale, invece, i risultati sono di recessione, disoccupazione, alto debito pubblico, frutto di una manovra economica recessiva e assistenzialista che deprime il paese.

Si dice che Salvini voglia provare a smembrare Forza Italia, sostenendo una sua costola che dovrebbe avere a capo il governatore Toti. Fantasie?

Guardi, svuotare il nostro partito è impossibile, perchè alle idee non si comanda e dunque non possono essere oggetto di Opa da parte di persone che non la pensano con come noi. Forza Italia ha una sua area di consenso che si muove nella logica liberale, popolare e riformista, orientata a destra ma diversa dalla destra. Che la coalizione di Salvini sia di destra- centro o di centro- destra, il perno essenziale non può che rimanere Fi.

Fi ha appoggiato questo governo, in alcune votazioni. Penso al caso Diciotti…

Abbiamo votato contro il processo a Salvini, è vero. Personalmente credo che il reato non sussistesse, perchè il sequestro presuppone la volontà di privare della libertà qualcuno, dunque non si può sequestrare qualcuno che – come nel caso dei migranti – si era appena salvato. Politicamente, Fi ha valutato che Salvini abbia agito nell’interesse dello Stato, con un gesto forte che ha sortito i suoi effetti in Europa.

Anche sulla legittima difesa Fi ha condiviso le posizioni della maggioranza.

Noi siamo coerenti e voteremo tutte le leggi di questo governo coerenti con il nostro programma. Per questo abbiamo votato la legittima difesa alla Camera e lo faremo anche al Senato. Ciò non toglie che critichiamo aspramente il fatto che si stia esautorando il Parlamento.

Perchè?

Questo esecutivo fagocita ogni competenza del Parlamento, con una pericolosa deriva verso una democrazia diretta in mano al Governo. Bastino due esempi: per la prima volta si è approvata una Finanziaria senza che il testo sia passato in Commissione, con uno strappo senza precedenti finito davanti alla Consulta; oggi il Governo chiede al Parlamento di approvare leggi delega su tutti i settori, dalla sanità all’agricoltura, all’energia. Sono certo, però, che il presidente Mattarella vigilerà sugli equilibri tra poteri.

Le europee potrebbero far saltare il patto Lega- 5 Stelle?

Di sicuro confermeranno il crollo dei 5 Stelle, che hanno rappresentato una bolla di protesta e che ora si sgonfiano davanti alla responsabilità di assumersi delle scelte. Saranno loro a staccare la spina, anche se noi ci aspetteremmo che, a questo punto, lo facesse la Lega. Elemento determinante sarà la crisi economica: il vero pericolo non è l’Europa, ma la voracità dei mercati che aggrediscono i paesi in difficoltà. E noi siamo a rischio bancarotta.

Torneremo al bipolarismo?

Io credo proprio di sì. La Lega stia attenta, però: ha coltivato la paura della gente con l’immigrazione, ma rischia di perdere consensi quando non riuscirà a dare risposte convincenti sul fronte economico.

 

Ultime News

Articoli Correlati