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Guerriglia a Torino, arrestati 23 anarchici

Tensioni dopo lo sgombero del centro sociale Asilo. Salvini: "La pacchia è finita"
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Il giorno dopo gli scontri tra anarchici e polizia, a Torino è polemica. Le tensioni di sabato sono iniziate immediatamente dopo lo sgombero del centro sociale Asilo di via Alessandria, da oltre 25 anni storico punto di ritrovo del movimento anarchico piemontese. Secondo la Digos, che aveva anche arrestato sei persone, l’Asilo era la base in cui venivano progettati attentati.

«È finita la pacchia», aveva scritto, al solito, il ministro dell’Interno Salvini su Facebook. Ma dopo lo sgombero e gli arresti, circa un migliaio di persone erano scese in strada nel bel mezzo della movida torinese. A quel punto la polizia ha deciso di intervenire provocando la reazione ancora più arrabbiata degli anarchici  che hanno lanciato bombe carta e preso d’assalto bus.

Dopo quattro ore di guerriglia, il bilancio della giornata parlava di 23 arresti ma, soprattutto, di una scia di polemiche che hanno investito la sindaca Appendino: «Torino ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali: tutto il mio supporto ai Torinesi e alle Forze dell’Ordine».

“Dal Sindaco Appendino arrivano puntuali le frasi legalitarie di circostanza a commento della devastazione anarchica, subita ieri da Torino nel corteo di risposta allo sgombero dell’Asilo occupato … ma i torinesi non si fanno fregare e sui social diventa virale un’immagine che identifica una black block in piazza insieme agli incappucciati con una ‘sentinella dei rifiuti’, figure patrocinate e finanziate dall’Amministrazione comunale pentastellata”, attacca Augusta Montaruli, parlamentare di Fratelli d’Italia.

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