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Tribunale di Bari, il ministro chiederà subito il nuovo immobile

Resta il nodo notifiche. Stefanì, presidente dell'ordine, avverte: «Non si pensi che le possano fare a mano i difensori»
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«Il Tribunale penale di Bari si trasferirà quanto prima nell’ex sede Telecom». Lo ha garantito il ministro della Giustizia intervenendo al congresso dell’Aiga in corso a Trani.

Pare essere quindi risolta la questione del palazzo di giustizia del capoluogo pugliese dichiarato nei mesi scorsi inagibile per rischio crollo. Provvedimento di inagibilità parzialmente corretto dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, dopo che erano stati spostati al piano terreno gli armadi con i fascicoli. Un alleggerimento dei solai che aveva evitato il trasferimento dei pm nella sede provvisoria di via Brigata Regina. Se non ci saranno altre complicazioni, la macchina giudiziaria, ferma per decreto dall’inizio di luglio, potrà ripartire. Il Governo aveva interrotto i termini di prescrizione fino al prossimo 30 settembre. Alfonso Bonafede ha assicurato che invierà a Bari due task force: «Una del ministero relativa agli aspetti logistici e una del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ( Dap) che farà da navetta tra la vecchia e la nuova sede». Il problema da risolvere riguarda ora le migliaia di notifiche che si dovranno effettuare per le nuove calendarizzazione delle udienze.

“Per le notifiche stiamo studiando insieme al Tribunale, alla Corte di appello e agli addetti ai lavori il modo per affrontare il problema che è conseguente alla sospensione dei termini’, ha aggiunto Bonafede. Pronta la risposta del presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari, Giovanni Stefanì:» Qualcuno inizia ad insinuare l’ipotesi che noi avvocati saremo chiamati nelle cancellerie per le notifiche a mano dei processi penali, che è una cosa irriguardevole non solo nei confronti degli avvocati, ma della comunità e della giurisdizione, che deve funzionare con le sue regole».

A rincarare la dose l’onorevole Francesco Paolo Sisto, coordinatore di Forza Italia per Bari e provincia e avvocato: «Il rischio che le migliaia di notifiche dei processi sospesi a Bari vengano consegnate a mano aggiunge al danno la beffa. Come avevamo ampiamente denunciato, a fronte della sospensione di tre mesi della prescrizione prevista dal decreto del governo, con la ripresa delle notifiche la prescrizione di molti processi, alla fine, si avvicinerà». Ottimista invece il sindaco di Bari, Antonio Decaro: «Spero che nei prossimi mesi si completino i lavori per dare all’edilizia giudiziaria di Bari».

 

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