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Ecco il ddl Bonafede: «Daspo a vita per i corrotti»

Per i condannati divieto perpetuo di fare affari con la pa. La misura rimane anche per chi patteggia o ottiene la sospensione condizionale della pena
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Nome provvisorio, “legge Bonafede”, punto chiave: Daspo perpetuo per i corrotti. Anticipato da Repubblica, il disegno di legge sulla giustizia che porta il nome del Guardasigilli potrebbe approdare già in settimana al Consiglio dei Ministri e il fulcro del provvedimento saranno le misure contro la corruzione. «Il disegno di legge a breve andrà all’esame delle Camere», ha garantito il vicepremier Luigi Di Maio, a ulteriore dimostrazione di come il Movimento 5 Stelle consideri centrale nella realizzazione del programma di governo la riforma della giustizia.

Daspo

Il termine Daspo, mutuato dalla misura che vieta per 5 anni ai tifosi violenti l’ingresso allo stadio, entrerà nel codice penale. Nel disegno di legge del ministro, però, gli imprenditori condannati per corruzione subiranno un Daspo perpetuo, ovvero il divieto di ottenere contratti o dal fare affari con qualsiasi pubblica amministrazione. A nulla, dunque, varranno la riabilitazione o l’affidamento con esito positivo ai servizi sociali. Il Daspo rimarrà come elemento accessorio della pena anche nel caso in cui l’imputato patteggi o ottenga la sospensione condizionale.Insomma, un’interdizione perpetua per chi paga mazzette per ottenere appalti. La misura, considerata fiore all’occhiello dal ministro, è stata paragonata alle leggi eccezionali contro la mafia dopo le stragi del 1992.

La lista di reati

Il Daspo perpetuo e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici verrà applicata ai seguenti reati: malversazione aggravata dal danno patrimoniale grave, corruzione nell’esercizio della funzionale; corruzione propria; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione attiva; istigazione alla corruzione; peculato; concussione; abuso d’ufficio aggravato dal vantaggio o dal danno di rilevante gravità; traffico di influenze illecite.Oggi, l’articolo 29 del codice penale dispone l’interdizione perpetua dai pubblici uffici solo nel caso di condanna «all’ergastolo» e «alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni». Lo stesso vale per il divieto di ottenere contratti con la pa, che attualmente dura per un massimo di cinque anni e interessa chi ha subito una condanna superiore a 2 anni.

Agenti sotto copertura

Altra novità, l’agente sotto copertura per spiare dall’interno attività criminali e per rendere più efficaci le indagini. Attualmente, l’agente sotto copertura può essere utilizzato solo nell’ambito di indagini sul traffico di droga, terrorismo e mafia, ma il disegno di legge punta a introdurli anche per i reati contro la pubblica amministrazione. Accantonato, almeno per ora, sembra invece l’agente provocatore, ipotizzato dall’ex presidente dell’Anm, Piercamillo Davigo e fortemente criticato dal Presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone.

Appropriazione indebita

Il disegno di legge dovrebbe contenere anche il ripristino della procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita, cancellata dal governo Gentiloni con un decreto legislativo deliberato dal Cdm il 21 marzo e poi varato il 10 aprile.

«Rivoluzionaria»

Il ministro Bonafede ha definito il disegno di legge «una riforma straordinaria», perchè «tutti devono sapere che ci si può fidare del nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione».Ogni riforma sul fronte del termine di prescrizione, invece, slitta almeno a dicembre. Stessa sorte, anche per le intercettazioni. La riforma scritta dall’ex Ministro Andrea Orlando è stata indirizzata su un binario morto e la cui entrata in vigore è stata prorogata al 2019 con il decreto Milleproroghe.

Legittima difesa

La modifica alla legittima difesa – particolarmente cara alla componente leghista del governo – non è prevista dal disegno di legge di Bonafede ma è tutt’altro che dimenticata. Il vicepremier Matteo Salvini ne ha parlato nel suo intervento alla Berghem fest, definendola «il suo obiettivo»: «Ce la metterò tutta e ho buone motivazioni per dire che ce la possiamo fare: entro la fine di quest’anno la legittima difesa sarà legge».

 

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