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Mia amata Lucie, urleremo la mia innocenza fino alla fine

Pubblichiamo le lettere che Alfred Dreyfus scrisse dal carcere alla moglie
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DICEMBRE 1894

Mia amatissima, La tua lettera che attendevo con impazienza mi ha provocato un grande sollievo e al contempo il tuo pensiero mi ha fatto salire le lacrime agli occhi, mia amatissima.

Non sono perfetto. Quale uomo può vantarsi di esserlo? Ma quello che posso garantire è che ho sempre seguito la via del dovere e dell’onore; non sono mai sceso a compromessi al riguardo con la mia coscienza. Per di più, nella mia grande sofferenza, nel più spaventoso martirio immaginabile, in questa lotta terribile sono sempre stato sostenuto dalla mia coscienza che vegliava retta e inflessibile.

La mia riservatezza un po’ altezzosa, la libertà con cui dicevo la mia ed esprimevo il mio giudizio, il mio essere un po’ indulgente, tutto ciò gioca ora a mio sfavore. Non sono né flessibile, né abile, né adulatore.

Noi non abbiamo mai voluto fare visite di cortesia; restavamo appartati a casa nostra, accontentandoci di essere felici. E oggi mi si accusa del crimine più mostruoso che un soldato possa commettere!

Ah! Se potessi mettere le mani sul miserabile che non solamente ha tradito il suo paese, ma ha anche tentato di far ricadere la sua infamia su di me, non so quale supplizio inventerei per fargli espiare quello che mi ha fatto passare.

Bisogna pertanto sperare che il colpevole venga trovato. Altrimenti, se ciò non avvenisse, bisognerebbe disperare della giustizia a questo mondo.

Concentrate su questa ricerca tutti i vostri sforzi, tutto il vostro ingegno, tutta il mio patrimonio, se necessario.

I soldi non sono niente, l’onore è tutto.

Dì a M. che conto su di lui per questo compito. Non è al di sopra delle sue forze. Debba smuovere cielo e terra, bisogna ritrovare quel miserabile.

Ti bacio mille volte quanto ti amo.

Tuo devoto,

ALFRED

Mathieu Dreyfus, son frère aîné.

Mille baci ai bambini. Il mio affetto a tutti i nostri familiari e i miei ringraziamenti per la loro devozione alla causa di un innocente.

LUNEDÌ, 11 DICEMBRE

Mia amatissima, Ho ricevuto la tua lettera di ieri, così come quella di tua sorella e di Henri.

Speriamo che ben presto mi sia fatta giustizia e che possa ritrovarmi con voi.

Con te e i nostri cari bambini, con voi tutti, ritroverò la calma di cui ho tanto bisogno.

Il mio cuore è profondamente ferito e tu puoi facilmente comprenderlo. Aver consacrato tutta la propria vita, tutte le proprie forze, tutta la propria intelligenza al servizio del proprio paese, e vederspaventoso.

si accusato del crimine più mostruoso che un soldato possa commettere, è spaventoso.

Al solo pensiero, tutto il mio essere si rivolta e freme d’indignazione. Mi domando ancora per quale miracolo non sia diventato folle, come la mia mente abbia potuto resistere ad uno choc così Te ne supplico, mia amata, non assistere ai dibattiti. È inutile che tu t’imponga ulteriori sofferenze, quelle che hai già sopportato, con una grandezza d’animo ed un eroismo di cui sono fiero, sono più che sufficienti. Serba la tua salute per i nostri bambini; avremo anche entrambi bisogno di prenderci cura l’un dell’altro per scordare questa terribile prova, la più terribile che le forze umane possano sopportare. Abbraccia forte i nostri amati bambini per me, fintanto che non possa farlo io stesso. Vi penso tutti affettuosamente. Ti bacio quanto ti amo.

Tuo devoto,

ALFRED

MARTEDÌ, 12 DICEMBRE 1894

Mia amata Lucie, Puoi farmi da portavoce presso tutti i membri delle nostre due famiglie, presso tutti quelli che si interessano di me, per dire loro quanto io sia stato toccato dalle loro lettere e dalle loro testimonianze di supporto.

Io non posso rispondere loro perché cosa potrei mai raccontare? Le mie sofferenze? Possono comprenderle da soli, e io non amo lamentarmi. D’altronde la mia mente è a pezzi e le idee sono alle volte confuse. Solo il mio spirito resta vigoroso come il primo giorno, davanti all’accusa spaventosa e mostruosa che mi è stata gettata in faccia. Al pensiero tutto il mio essere si rivolta ancora.

Ma la verità finisce sempre per venire alla luce, a dispetto di tutto. Non siamo più in un secolo dove la luce può essere offuscata. Bisognerà che la si renda totale ed assoluta, bisognerà che la mia voce sia sentita in tutta la nostra cara Francia, come è stato per la mia accusa. Non devo solamente difendere il mio onore ma anche l’onore di tutto il corpo degli ufficiali di cui faccio parte e di cui sono degno. Ho ricevuto i vestiti che mi hai inviato. Se ne hai l’occasione, potresti inviarmi la mantellina, la pelliccia è inutile. E’ nell’armadio nell’anticamera.

Abbraccia i nostri cari per me. Ho pianto sulla bella lettera del nostro caro Pierrot; non vedo l’ora di poterlo abbracciare, così come tutti voi.

Mille baci per te.

Tuo devoto

ALFRED

GIOVEDÌ, 14 DICEMBRE 1894

Mia amata Lucie, Ho ricevuto la tua bella lettera così come delle nuove lettere dalla famiglia. Ringrazia molto tutti da parte mia; tutte queste testimonianze di affetto e di stima mi toccano più di quanto non sappia dire.

Aver dovuto ascoltare tutto quello che mi è stato detto, quando nella mia anima e nella mia coscienza so di non essere mai venuto meno al mio dovere, di non aver mai commesso nemmeno la più leggera imprudenza, è la più spaventosa delle torture morali.

Dunque cercherò di vivere per te, ma ho bisogno del tuo aiuto.

Qualunque cosa avvenga di me, bisogna assolutamente cercare la verità, smuovere cielo e terra per scoprirla, se necessario dilapidare nell’impresa tutti i nostri soldi, al fine di riabilitare il mio nome gettato nel fango. Bisogna lavare questa macchia immeritata a qualunque costo.

Non ho il coraggio di scriverti più a lungo. Abbraccia da parte mia i tuoi cari genitori, i bambini, tutti quanti.

Mille e mille baci,

ALFRED

Cerca di ottenere il permesso di vedermi. Penso che non possano rifiutartelo oramai.

LUNEDÌ, 24 DICEMBRE 1894

Mia amata, Scrivo di nuovo a te, dato che sei il solo filo che mi lega alla vita. So bene che tutta la mia famiglia, che tutta la tua, mi amano e mi stimano; ma infine, qualora scomparissi, il loro dispiacere, per quanto grande, finirebbe per scomparire con gli anni.

È solamente per te, mia povera cara, che ho la forza di lottare; è il tuo pensiero che mi blocca la mano. Quanto sento, in questo momento, il mio amore per te; non è mai stato così grande, così esclusivo. E poi, una fievole speranza mi sostiene ancora un po’: quella di poter un giorno riabilitare il mio nome. Ma soprattutto, credimi, se avrò davvero la forza di lottare fino alla fine contro questo calvario, sarà unicamente per te, mia povera cara, sarà per evitarti un ulteriore dispiacere da aggiungere a tutti quelli che hai sopportato fino adora. Fai tutto quello che è umanamente possibile per riuscire a vedermi.

Ti bacio mille volte quanto ti amo,

ALFRED

24 DICEMBRE 1894 ( NOTTE TRA LUNEDÌ E MARTEDÌ)

Mia cara adorata.Ho appena ricevuto la tua lettera; spero che tu abbia ricevuto le mie. Povera cara, come devi soffrire, come ti compiango! Ho pianto molte lacrime sulla tua lettera, non posso accettare il tuo sacrificio. Devi restare lì, devi vivere per i bambini. Pensa a loro prima di pensare a me; sono dei poveri piccoli che hanno assolutamentebisogno di te.I miei pensieri mi riconducono sempre verso di te. L’avvocato Demange, che è appena venuto, mi ha detto quanto tu sia stata ammirevole; mi ha fatto un tuo elogio al quale il mio cuore faceva eco.Sì, mia amata, sei impareggiabile in quanto a coraggio e devozione; vali più di me. Ti amavo già con tutto il mio cuore e tutta la mia anima; oggi faccio di più, ti ammiro. Tu sei certamente una delle donne più nobili su questa terra. La mia ammirazione per te è tale che, se riuscirò a bere l’amaro calice fino alla fine, sarà per essere degno del tuo eroismo.Ma sarà davvero terribile subire quest’umiliazione vergognosa; preferirei trovarmi di fronte ad un plotone d’esecuzione. Non temo la morte; non voglio il disprezzo.Qualunque cosa avvenga, ti prego di raccomandare a tutti di alzare la testa come io stesso faccio, di guardare il mondo in faccia senza vacillare. Non abbassate mai il viso e proclamate la mia innocenza ad alta voce.Ora, mia amata, lascerò di nuovo cadere la mia testa sul cuscino e penserò a te.Ti bacio e ti stringo al cuore.

ALFRED

Abbraccia forte i piccoli per me.Potresti essere tanto buona da far depositare 200 franchi alla cancelleria della prigione?

25 DICEMBRE 1894

Mia amata, Non posso datare questa lettera perché non so neanche a quale giorno siamo. È Martedì? È mercoledì? Non lo so. Fa sempre notte. Appena il sonno abbandona le mie palpebre, mi alzo per scriverti. Alle volte mi sembra che tutto ciò non sia mai capitato, che non ti abbia mai lasciata. Durante le mie allucinazioni, tutto quello che ci è capitato mi sembra un brutto incubo; ma il risveglio è terribile.Non posso più credere a niente, se non che nel tuo amore, nell’affetto di tutti i nostri cari.Bisogna sempre cercare il vero colpevole; tutti i mezzi sono buoni. Il caso da solo non basta.Forse riuscirò a sormontare il terrore orribile che m’inspira la pena infamante che subirò.Essere un uomo d’onore e vedersi strappare, quando si è innocenti, il proprio onore, cosa c’è di più spaventoso? È il peggiore tra tutti i supplizi, peggiore anche della morte. Ah!Se arriverò fino alla fine, sarà per te, mia cara adorata, perché tu sei il solo filo che mi lega alla vita.Come ci amiamo!Oggi soprattutto mi rendo conto di tutto il posto che occupi nel mio cuore. Ma prima di tutto, prenditi cura di te, occupati della tua salute. È necessario, ad ogni costo, per i bambini, loro hanno bisogno di te.Infine, continuate le vostre ricerche a Parigi così come laggiù. Bisogna tentare di tutto, non tralasciare niente. Ci sono sicuramente delle persone che conoscono il nome del colpevole. Ti bacio,

ALFREDO

17.00

Sono più calmo, la tua vista mi ha fatto bene.Il piacere di abbracciarti fisicamente e interamente mi ha fatto un bene immenso.Non potevo più attendere per questo momento. Grazie della gioia che mi hai donato. Quanto ti amo, mia amatissima! Infine speriamo che tutto ciò abbia termine. Bisogna che conservi tutte le mie energie.Ancora mille baci, mia amata,

ALFRED

GIOVEDÌ, 11 DELLA SERA

Mia amata, Le notti sono lunghe; è verso di te che mi rivolgo, è dal tuo sguardo che attingo tutte le mie forze, è nel tuo amore profondo che trovo il coraggio di vivere. Non che la lotta mi faccia paura, ma la sorte è stata veramente troppo crudele con me. È possibile immaginare una situazione più spaventosa, più tragica per un innocente? È possibile immaginare un martirio più doloroso?Fortunatamente godo dell’affetto profondo di cui entrambe le nostre famiglie mi circondano e soprattutto del tuo amore, che mi ripaga di tutte le mie sofferenze.Perdonami se mi lamento delle volte; non credere affatto per questo motivo che la mia anima sia meno vigorosa, ma persino gridare mi fa del bene e a chi altro lo farei sentire se non che a te, moglie mia amata?Mille dolci baci per te e i piccoli,

ALFRED

MERCOLEDÌ, ORE 5

Mia amata, Voglio ancora scriverti queste poche parole affinché tu possa trovarle domani mattina al tuo risveglio.La nostra conversazione, anche se attraverso le sbarre della prigione, mi ha fatto bene. Le mie gambe tremavano mentre scendevo, ma mi sono irrigidito per non cadere aterra dall’emozione. Persino ora la mia mano non è ancora ben ferma: il nostro incontro mi ha scosso violentemente. Se non ho insistito affinché tu restassi più a lungo, è perché ero al limite delle mie forze; avevo bisogno di andare a nascondermi per piangere un po’. Non credere per questo che la mia anima sia meno vigorosa o meno forte, ma il corpo è un po’indebolito da tre mesi di prigionia, senza aver respirato l’aria esterna. Per poter resistere a tutte queste torture è stato necessario che io avessi una robusta costituzione. Ciò che mi ha fatto maggiormente bene è stato di sentirti così coraggiosa e vigorosa, così piena d’amore per me. Continua in questo modo, moglie mia cara, imponiamo il rispetto al mondo con la nostra attitudine e il nostro coraggio. Quanto a me, avrai notato che ero deciso a tutto; voglio il mio onore e lo avrò, nessun ostacolo mi fermerà.Ringrazia molto tutti, ringrazia da parte mia l’avvocato Demange per tutto quello che ha fatto per un innocente. Riferiscigli tutta la gratitudine che provo per lui, io sono stato incapace di esprimergliela. Digli che conto su di lui in questa lotta per il mio onore.Abbraccia i piccoli per me. Mille baci,

ALFRED

Il parlatorio è occupato domani Giovedì tra l’una e le quattro. Dovrai quindi venire o al mattino tra le dieci e le undici o la sera alle quattro.Ciò non avviene che di giovedì e di domenica.

( Fine)

Le precedenti puntate sono state pubblicate martedì 7 agosto, giovedì 9 agosto, sabato 11 agosto, martedì 14 agosto, mercoledì 15 agosto, martedì 21 agosto, giovedì 23 agosto, sabato 25 agosto e mercoledì 29 agosto

 

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