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Citizen Rosi, così Napoli ricorda il maestro

“Citizen Rosi: omaggio ad un grande maestro di cinema” è Il titolo della rassegna cinematografica, inaugurata nell’ambito del Napoli Teatro Festival
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“Cittadino? E’ così difficile sentirsi cittadino…”. Così esordisce il regista Francesco Rosi nel  corso del bel video “Citizen Rosi: omaggio ad un grande maestro di cinema” , curato da Giovanni Bellotti che diventa anche il titolo della rassegna cinematografica, realizzata da Arci Movie inaugurata nell’ambito del Napoli Teatro Festival. Citizen Rosi è preso in prestito anche dall’incontro che si tenne nel 2015 all’Istituto di Cultura di New York dedicato alla memoria del regista dopo la sua scomparsa. Col video scorrono immagini private e inedite della vita di Rosi, a partire dal racconto della figura del padre e della sua infanzia, messe a disposizione dalla figlia Carolina. Lei è presente all’inaugurazione nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale, insieme a Ruggero Cappuccio, direttore del Napoli Teatro Festival, al regista Roberto Andò e al curatore della rassegna Roberto D’Avascio. Commossa ma contenta, parla del padre e lo chiama Franco, come faceva di solito: “Questa è una cornice meravigliosa in cui si possono rivedere i capolavori di mio padre ma anche le commedie con le regie teatrali intraprese insieme a Luca De Filippo. C’è dunque la mia famiglia che si riunisce!” E poi aggiunge: “Mi piacerebbe però che ci fossero più giovani”. Spezzoni di suoi film che ancora colpiscono per la cruda immediatezza. “Rosi è un ispiratore del Napoli Festival – commenta Cappuccio – per il suo impegno civile e per l’attenzione che ha avuto nel raccontare le comunità meridionali. Ci sono molti ancora “cristi” che si sono fermati ad Eboli”. Il regista  Roberto Andò  ripercorre la carriera del regista nel suo documentario “ll cineasta e il labirinto” del 2002, attraverso le scene più significative dei suoi film, le parole di chi ha lavorato con lui o si sente personalmente legato al suo modo di fare cinema. Alla pellicola prendono parte Martin Scorsese, Giuseppe Tornatore e il critico cinematografico Tullio Kezich. Ma è proprio Roberto Andò a parlare della “difficoltà di essere cittadini” più volte sottolineata dal regista italiano: “Francesco Rosi è un gigante del cinema e della civiltà. Per i suoi  ottant’anni, abbiamo avuto l’idea di raccontare la sua vita attraverso un viaggio che abbiamo fatto insieme per rappresentare una Italia diversa”. Poi ha aggiunto:  “Oggi non sarebbe contento dell’Italia che c’è in giro”. La rassegna  presenterà ogni sera, fino al 17 giugno, alcuni dei suoi film più famosi, tra cui Lucky Luciano e I Magliari, mentre le opere teatrali di Eduardo De Filippo, firmate da Rosi e intraprese nel percorso di drammaturgia insieme a Luca, saranno Napoli Milionaria, Filumena Marturano e Le voci di dentro. Insomma con questa rassegna si intende “raccontare un’esperienza artistica lunga e complessa – sottolinea il curatore Roberto D’Avascio”- che ha segnato la storia e la cultura del suo tempo, ma che ancora parla con determinazione alla nostra contemporaneità”. Il cinema di Rosi è forte, è civile, è di un’attualità veramente impressionante. E il racconto di quell’Italia nei film di questo grande maestro del cinema potrebbe essere tanto utile ai giovani. Alla serata sono intervenuti Mariangela D’Abbraccio,  Gigi Savoia, Massimo De Matteo, Marco Manchisi, Nicola Di Pinto, Giovanni Allocca, Titta Fiore.

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