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Detenuti e scrittori, una finestra sulla prigione

Il 10 maggio cerimonia finale della settima edizione del premio "Goliarda Sapienza"
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Una finestra nella prigione, una finestra sulla prigione. Al settimo anno di attività, il Premio Goliarda Sapienza “Racconti dal carcere” si trasforma e amplia le sue prospettive. La fondatrice e curatrice Antonella Bolelli Ferrera ha voluto che alla gara vera e propria fosse affiancato un laboratorio di scrittura articolato in quindici incontri condotti con il metodo dell’e- learning – ovvero la teledidattica – per un totale di trenta ore di lezione tenute da noti autori della letteratura italiana. Questa sperimentazione è stata approvata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e ha previsto l’allestimento di aule dotate di tecnologia adeguata negli istituti che hanno partecipato: Casa di reclusione di Saluzzo, Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, Casa di reclusione di Rebibbia e Casa circondariale femminile di Rebibbia. Sessanta i partecipanti che hanno interagito con la scrittrice- editor Cinzia Tani e gli scrittori- tutor Maria Pia Ammirati, Gianrico Carofiglio, Pino Corrias, Serena Dandini, Erri De Luca, Paolo Di Paolo, Nicola Lagioia, Dacia Maraini, Massimo Lugli, Antonio Pascale, Romana Petri, Federico Moccia, Giulio Perrone, Andrea Purgatori, Marcello Simoni. Gli scrittori hanno tenuto il loro dialogo dall’Università telematica eCampus. Spiega Antonella Bolelli Ferrera: «Per le persone detenute partecipanti è stato anche un momento di socialità, perché potevano avere uno scambio tra di loro e con i partecipanti degli altri istituti e gli scrittori all’esterno. Erano entusiasti, interessati. Molti di loro ci hanno chiesto libri da leggere, hanno discusso con noi di letteratura». Tra i tutor, Erri De Luca e Nicola Lagioia hanno preferito tenere l’incontro all’interno di un istituto, collegandosi da lì con gli altri, per avere un contatto più concreto con i partecipanti. «A Saluzzo – racconta Ferrera – ci aspettavano con trepidazione e i detenuti che facevano i corsi di cucina hanno preparato un rinfresco, emozionatissimi all’idea di conoscere Nicola Lagioia. La partecipazione era volontaria, non tutti hanno un grande retroterra culturale, eppure tutti erano preparatissimi». Al Salone del Libro di Torino, il 10 maggio, sarà proclamato il vincitore alla presenza della madrina del premio, Dacia Maraini, degli scrittori e giornalisti Pino Corrias, Erri De Luca, Paolo di Paolo, Andrea Purgatori, Nicola Lagioia e del presidente della giuria, Elio Pecora.

I sessanta racconti nati dalla penna dei detenuti sono quasi tutti di carattere strettamente autobiografico, “storie incredibili”, commenta la curatrice. I quindici migliori sono diventati finalisti del Premio Goliarda Sapienza. Un’altra novità è che quest’anno la giuria non è composta soltanto da note personalità del giornalismo e della letteratura, ma anche da un nutrito numero di studenti delle scuole superiori, da alcuni gruppi di grandi lettori indicati dalle librerie. Inoltre è stato stipulato un accordo con Vatican News, media partner del premio: gli ascoltatori hanno potuto votare sulla piattaforma della testata e sono stati così numerosi che si è ritenuto necessario creare un premio ad hoc, il Premio Vatican News.

A Torino sarà presentata l’antologia Avrei voluto un’altra vita. Racconti dal carcere pubblicata da Giulio Perrone Editore. Il volume curato da Antonella Bolelli Ferrera raccoglierà i quindici racconti finalisti.

A proposito del contributo che il concorso può dare alla rieducazione dei detenuti di cui parla l’articolo 27 della Costituzione spiega la curatrice: «Molti dei partecipanti delle scorse edizioni continuano a scrivermi o a farmi chiamare da parenti, segno che l’esperienza è stata positiva. In alcuni casi ho saputo che alcune persone, una volta uscite dal carcere, hanno ricombinato qualche guaio e sono tornate dentro. Ci sono però esempi virtuosi che porto nel cuore. Si tratta di persone, certamente predisposte, che il concorso ha aiutato, perché poi, continuando a scrivere, a leggere, hanno intrapreso un percorso di consapevolezza e autocritica».

 

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