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Sanzionati i due rapper del video montato in carcere e fatto “ uscire”

Il rap ' Solo cemento' dei due rapper Alessandro Cesaretti, meglio conosciuto come Big Skizo, e Sayeed Abu, è stato montato nel carcere di Rieti
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Hanno voluto portare l’attenzione sul carcere che per loro è un istituzione totalizzante e che genera violenza. L’hanno fatto attraverso la pubblicazione su YouTube di un loro video musicale che non a caso si intitola “Solo cemento”. La particolarità però è che questo video è stato montato proprio in carcere e lo hanno fatto violando le regole. Per questo motivo sono stati sanzionati con l’esclusione delle attività comuni e posti in isolamento. Alessandro Cesaretti, meglio conosciuto come Big Skizo, e Sayeed Abu hanno commesso l’illecito nel penitenziario di Rieti. L’episodio risale al dicembre del 2016 ma solo tre settimane fa, per uno dei due rapper, Abu, il tribunale di sorveglianza ha annullato il provvedimento e quindi – anche se la punizione l’aveva già scontata – non inciderà negativamente nel proseguo dell’esecuzione della pena. I due ragazzi hanno la passione per il rap e si sono incontrati proprio in carcere. Hanno scritto il testo, hanno raccolto le immagini usando una webcam e poi le hanno montate. Quindi, con la complicità di un loro ex compagno che stava per essere scarcerato, hanno fatto filtrare il video all’esterno tramite una chiavetta Usb comunemente in uso ai detenuti per motivi di studio.

Quando dal penitenziario di Rieti si sono accorti che su Youtube girava il rap ‘ Solo cemento’, cantato da loro due, la direzione non ci ha pensato due volte, infliggendo a entrambi 10 giorni di isolamento. Eppure, forse, in questo caso i ragazzi avrebbero potuto chiedere l’autorizzazione per fare il video e molto probabilmente l’amministrazione avrebbe dato il via libera. D’altronde la produzione del video musicale poteva benissimo essere considerata come un’attività intramuraria. Sì, perché in fondo avevano registrato le immagini con la webcam di un pc all’interno della sala di musica del carcere, e che lì le avevano montate, durante il corso, appunto, di musica. «Senza stelle perdi la direzione, fai attenzione a come ti muovi guarda dove ti trovi per le mura siamo prede», cantano i due rapper finiti dietro le sbarre per le rapine nella periferia romana. Un lungo curriculum soprattutto per Big Skizo raccontato nel suo album “628”, lo stesso numero dell’articolo del codice penale per cui è finito dentro. Parliamo del codice penale relativo alla rapina. Sì, perché Alessandro Cesaretti è stato arrestato nel 2014 e poi condannato a cinque anni per aver rapinato profumerie, negozi di intimo, abbigliamento e farmacie. Una pena che lui ha voluto trasformare in speranza non solo per sé, ma anche per tanti altri detenuti attraverso la sua passione per la musica. «È contro l’inutilità delle strutture carcerarie dove la rieducazione non esiste o meglio esiste solo sulla carta», denuncia con fierezza il duo rap. La canzone è stata dedicata a Marco Pannella e Stefano Cucchi e ai detenuti affinché possano smettere di dire «guardo fuori vedo solo il cemento, esco fuori vedo solo il cemento».

Hanno violato consapevolmente le regole. La musica è un tentativo di evasione, così come la scrittura e lettura dei libri. In fondo – come effettivamente accade nello stesso carcere di Rieti – si viene a scoprire che la musica rap viene prodotta grazie alla lungimiranza dei direttori che aderiscono a diversi progetti musicali dietro le sbarre. Due anni fa, ad esempio, al carcere di Monza è andato a far visita il rapper cosentino Mirko Kiave che ha aiutato i detenuti a comporre l’album “Parole oltre i muri”. Storie di sofferenza, di errori e di speranza raccontate dai ristretti attraverso la musica. Ritornando, invece, ai due ragazzi rapper sanzionati per aver prodotto di nascosto il video musicale, probabilmente hanno voluto creare arte che non è proprietà culturale dell’industria musicale, e non è nemmeno di proprietà della struttura che li ospita, ma totalmente svincolata dal sistema. È, in fondo, un’idea libera. Ci auguriamo che da persone libere si realizzino onestamente attraverso la musica, superando quei muri di cemento che nella vita appaiono insormontabili.

 

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