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Prometeo in scena al Mercadante di Napoli

Al Teatro Mercadante di Napoli, fino al 15 aprile, è in scena lo spettacolo PROMETEO da Eschilo, adattamento, scene e regia di Massimo Luconi
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Al Teatro Mercadante di Napoli, fino al 15 aprile, è in scena lo spettacolo PROMETEO da Eschilo, adattamento, scene e regia di Massimo Luconi. Il dramma è interpretato da Luca Lazzareschi nel ruolo di Prometeo, Alessandra D’Elia è Io, Gigi Savoia è Ermes, Tonino Taiuti è Oceano, Floriana Cangiano in arte Flo, il Coro, con Vittorio Cataldi alla fisarmonica.  La cornice dello spettacolo non è certamente quella del suggestivo scenario del Teatro Grande di Pompei, dove lo spettacolo ha debuttato nel mese di giugno 2017, presentato nell’ambito della rassegna Pompei Theatrum Mundi e in collaborazione con il Napoli Teatro Festival, bensì il palcoscenico del Teatro Stabile Nazionale. Il dramma di Eschilo si fonda in maniera esemplare su quella ostinata avversione di Prometeo, un bravissimo Luca Lazzareschi nel ruolo di protagonista, di arrivare al pentimento e di contrapporsi al feroce Zeus che ne vuole invece la sua totale sottomissione. Infatti, l’attore con una carica emotiva molto intensa ne restituisce, contemporaneamente, tutta la sofferenza e nessuna debolezza vacillante. Ne costruisce l’impeto di una delle figure più interessanti della mitologia greca, quella di un personaggio che non si piega alla tirannide e alla forza del re degli Dei. Così scrive il regista Luconi: “La vicenda di Prometeo, con la sua dolorosa e nobile immagine di ribelle, di uomo in rivolta, che accetta di scontare il proprio destino con intransigente e coerente consapevolezza, è carica di pathos senza tempo, di rimandi a momenti drammatici della nostra storia contemporanea”.  Lazzareschi è affiancato in scena da una toccante interpretazione dell’attrice Alessandra D’Elia nei panni di Io, la giovane donna trasformata in giovenca da Zeus e condannata a vagare per il mondo senza sosta. Tormento e follia sono la rappresentazione stilistica del personaggio e della condizione di vittima senza colpe, spaesata e annientata dal dolore che le viene immotivatamente inflitto. Una rappresentazione accompagnata dalla voce armonica e suadente di Floriana Cangiano in arte Flo, il Coro, anche una sorta di io narrante, mentre le parti di Ermes e di Oceano sono affidate all’esperienza attoriale rispettivamente di Gigi Savoia e di Tonino Taiuti, a loro il compito di attualizzarne le figure, non divinità ma semplici e moderni personaggi che invitano Prometeo a desistere dall’inflessibile atteggiamento di ostilità nei confronti di Zeus. Insomma sono dei trasformisti di grande attualità ma anche di apprezzabile e convincente bravura.  Particolarmente coinvolgente è lo scontro tra Prometeo e Ermes: da un lato, la fierezza del protagonista che non vuole cedere alle pretese di Zeus e accusa Ermes di essere nient’altro che un servo della volontà degli dei; dall’altro il dio esecutore degli ordini dell’Olimpo, che incarna il realismo di chi si sottomette solo per evitare i fulmini della vendetta, ma lo fa con furbizia e sagacia.  La fisarmonica di Vittorio Cataldi condensa insieme alla voce di Flo tutto il pathòs della messinscena. La scenografia minimale ed essenziale dell’installazione in rame di Moussa Traore,  artista e scultore ambientalista senegalese, producono un effetto di luce originale che amplifica la scena e l’umanità dei personaggi. «Il destino di Prometeo – annota il regista Luconi – è diventato, nel corso della storia della nostra civiltà, l’emblema di una umanità che acquista autonomia, fra utopia e sconfitta, libero pensiero e consapevolezza di sé, in contrapposizione alle minacce della natura e alla tirannia di un potere violento e distruttivo. Prometeo dona il fuoco agli uomini per affrancarli dalla loro barbarie, ma il fuoco ha anche un valore ambiguo, come ambigua è la figura stessa di Prometeo, eroe e vittima del potere di Zeus, ma anche in parte colpevole di aver tradito la fiducia del re dell’Olimpo (e il fatto che questo dono possa essere usato male è uno dei motivi che percorrono l’opera e che inquietano il nostro presente)”.  Prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale con Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia, si avvale dei costumi di Aurora Damanti; delle musiche di Mirio Cosottini. La consulenza storico letteraria è di Davide Susanetti, autore della traduzione del testo su cui si basa l’adattamento del regista. Per concludere la rappresentazione è molto efficace e convincente sul piano del pathòs di Prometeo, reso con grande energia da Luca Lazzareschi, ma è minore la  forza delle due figure rese più umanizzate di Ermes e Oceano, seppur molto convincente risulta l’interpretazione di Gigi Savoia e Tonino Taiuti.

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