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Il teatro onirico di Ruggero Cappuccio

Il direttore del Napoli teatro festival presenta la ricchissima edizione 2018
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Ruggero Cappuccio esordisce così: «Ciò che più mi entusiasma è di lavorare per rafforzare le intelligenze delle minoranze e non l’ignoranza di certe maggioranze. Non sono fautore di consensi ma di sintonie. I numeri non mi appassionano, laddove ci fossero sia i numeri che le sintonie ne sarò molto felice».

E’ il concetto guida espresso dal regista nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’XI edizione – e della sua seconda in qualità di direttore artistico – del Napoli Teatro Festival organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, che si svolgerà dall’8 giugno al 10 luglio. Sono intervenuti Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania e Luigi Grispello, presidente della Fondazione Campania dei Festival.

«La mia percezione del teatro è una meravigliosa psicanalisi dell’ingrandimento – ha proseguito Cappuccio – la rappresentazione è dunque una psicanalisi del sublime, è fatta da autori che hanno una visone onirica. E sognare per la seconda volta genera una moltiplicazione di immagini e significati che rivalutano un elemento di conoscenza del mondo orientale. Tante opere artistiche nascono da un sogno, come “Le sette opere di misericordia” di Caravaggio, o le composizioni di Mozart. Insomma è una forma di visione».

Forse Cappuccio, come dice, non sarà appassionato di numeri ma risulta efficace nel presentare le peculiarità di un Festival multidisciplinare fatto di prosa, danza, musica, arte, letteratura, cinema che si snoda intensamente nei 34 giorni di programmazione, con il coinvolgimento di ben 85 compagnie tra nazionali ed internazionali, impegnate per 160 recite complessive. Il cuore pulsante della rassegna saranno di nuovo i Cortili e gli spazi storici di Palazzo Reale di Napoli, mentre il giardino romantico ospiterà il dopofestival. Tutti i festival storici si svolgono in luoghi piccoli e controllabili, i più adeguati per un Festival. “Per questa ragione la casa del Festival è Palazzo Reale”

Ma sono previsti anche molti spettacoli nei teatri napoletani, musei, luoghi d’arte e sacri della regione. Un tocco di classe serpeggerà in questa edizione con l’attrice Isabelle Huppert impegnata nella lettura de L’amant di Marguerite Duras al Teatro di San Carlo; ed ancora Declan Donnellan con Périclès, Prince de Tyr di William Shakespeare; Rabih Mroué (con Sand in the eyes, lettura non accademica sulla propaganda e sui metodi di reclutamento degli estremisti islamici),  Thierry Collet con Dans la peau d’un magicien in cui si mescolano frammenti di vita e trucchi di magia di un prestigiatore.

«Il teatro non deve avere quel perimetro in cui qualcuno recita – puntualizza Cappuccio – è piuttosto una esperienza creativa ed attiva che avviene con il corpo e la voce». Tanti i nomi prestigiosi: Mikhaïl Baryshnikov in “Brodsky/Baryshnikov”, un omaggio alla poesia di Joseph Brodsky per la regia di Alvis Hermanis; “Clown 2 ½” uno spettacolo del Theater an der Ruhr, per la regia di Roberto Ciulli. Nel centenario della sua nascita, ci sarà un omaggio al regista e drammaturgo svedese Ingmar Bergman con “Private confessions” nell’adattamento e regia di Liv Ullmann, attrice e musa ispiratrice dei suo film. Per la sezione italiana, tra i tanti titoli proposti, si segnalano “Medea per me” di e con Lina Sastri; “Afghanistan” di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani; “Il seme della tempesta” per la regia di Cesare Ronconi con Mariangela Gualtieri; “Who is the King? Un progetto su Shakespeare” di Lino Musella, Andrea Baracco, Paolo Mazzarelli; “Sei” adattamento da Pirandello di Spiro Scimone e Francesco Sframeli; “Regina Madre” di Manlio Santanelli con Fausto Russo Alesi e Imma Villa per la regia di Carlo Cerciello; “Si nota all’imbrunire” di Lucia Calamaro con Silvio Orlando; “La donna che piange nonostante Picasso” con Ginestra Paladino progetto a cura di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia.

Ed ancora “Storia di un’amicizia” di Fanny e Alexander tratto da L’Amica geniale di Elena Ferrante, “Dante Alighieri. “Fedeli d’amore” di e con Ermanna Montanari e Marco Martinelli, “Onde” di Elena Bucci liberamente ispirato alle opere e alle vite di Virginia Woolf e Katherine Mansfield, “Sotto il Vesuvio niente” di Pasquale De Cristofaro e Peppe Lanzetta, “Operetta 2” rilettura di Camus per la regia di Renato Carpentieri, “Abitare la battaglia (conseguenze del Macbeth)” regia di Pierpaolo Sepe, “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare un progetto di Roberto Roberto per la regia di Michele Schiano Di Cola, “Barry Lindon” (memorie)” di Giancarlo Sepe, “La resa dei conti” di Michele Santeramo con Daniele Russo per la regia di Peppino Mazzotta, “Edoardo II” da Christopher Marlowe per la regia di Laura Angiulli, “La vita dipinta” di Igor Esposito con Tonino Taiuti, “Il paese che non c’è” di Fabrizio Saccomanno e Gianluigi Gherzi, “Diario di un pazzo” con Nando Paone per la regia di Alessandro Maggi, “Fuoriscena” di Fortunato Calvino con Gino di Sara Biacchi, “Anfitrione” di Teresa Ludovico, “La ridicola notte di P.” di Marco Berardi per la regia di Federico Vigorito, “Holzwege Sentieri interrotti” di Loredana Putignani e Youssef Tayamoun, “La filosofia di Bertrando Spaventa” tre letture di Renato Carpentieri.

E’ un Festival che percorre l’intero territorio regionale con gli spettacoli: “Come i pianeti con il sole (Leggende d’oro, la vita dei Santi)” drammaturgia e regia di Peppe Fonzo;  “Canto degli esclusi” concertato a due per Alda Merini con Alessio Boni e Marcello Prayer, “Di un Ulisse, di una Penelope” di Marilena Lucente con Roberto Solofria e Ilaria Delli Paoli, “Moby Dick” nella lettura di Alessandro Preziosi, “Il Cantico dei Cantici e altre storie” di e con Luca Zingaretti.

Per il cinema, saranno dedicate 10 serate a Vittorio De Sica; per la letteratura, dopo il successo dello scorso anno, Silvio Perrella ritorna con “Qui”, in programma a Villa Pignatelli; ed ancora per i Progetti speciali: il “Napoli Strit Festival” (réunion degli artisti di strada ideata da Ettore De Lorenzo nel Centro Storico di Napoli, il “Mercato dell’arte e della civiltà” (maratona sul teatro contemporaneo a cura di Davide Sacco, a Santa Fede Liberata nel Centro Antico).

E tanti altri spettacoli e laboratori teatrali in cui saranno coinvolti circa 600 giovani under 35 che si confronteranno con prestigiosi maestri della scena, quali Eimuntas Nekrosius e Tomi Janežič, Ben Duke, Gilles Coullet, Eugenio Barba (insieme a Lorenzo Gleijeses e Julia Varley), Annabelle Chambon e Cédric Charron (del Teaching Group di Jan Fabre), Punta Corsara (con Emanuele Valenti, Marina Dammacco e Gianni Vastarella), Gabriella Salvaterra per il Teatro de los Sentidos, Michele Monetta, Peppe Lanzetta, Stefania Rinaldi, Davide Iodice, Loredana Putignani.  Prosegue inoltre la collaborazione con l’artista Mimmo Paladino che ha progettato nuovamente l’immagine, il catalogo e i materiali promozionali. «L’Italia – ha concluso Cappuccio – è più pratica di tempo perduto, a me invece il tempo interessa molto. Mi chiedo come mai, in Italia, la cultura interessa a persone che non hanno denaro?».

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