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Processo mediatico, depenalizzazione e ribellione morale…

Dal procuratore Pignatone al ministro Orlando: l'apertura dell'anno giudiziario in pillole
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L’inaugurazione dell’anno giudiziario in pillole

“IL PM NON CERCHI CONSENSO SOCIALE”
Giusepe Pignatone
, procuratore capo di Roma : “Il pm decide sulla base delle prove acquisite senza preoccuparsi delle critiche che potrebbe ricevere. La ricerca del consenso sociale non è il nostro compito né il nostro fine”.

“SERVE UNA RIBELLIONE MORALE”
Luigi Riello
, procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli: “Occorre una ribellione morale come a Palermo dopo le stragi di mafia per ottenere una vera reazione civile che può sorreggere l’azione dello Stato. Qui non c’è nulla di tutto ciò se non qualche corteo, poi silenzio, anzi un muro di omertà. Violenze sconvolgenti che vedono minorenni come protagonisti e come vittime non costituiscono una amara sorpresa inflittaci dal destino cinico. Un anno fa c’erano le stese, sparatorie tra le strade della città adesso registriamo rapine con armi perpetrate ai danni di banche, supermercati, uffici postali da parte di minorenni spregiudicati che agiscono spesso a volto scoperto perché incuranti di essere identificati. Chiediamo ad altri pezzi dello Stato di non lasciare soli noi magistrati: noi perseguiamo specifiche responsabilità individuali e non i fenomeni. Il nostro sistema punitivo per certi versi indulgente, non sortisce effetti dissuasivi”.

“PIU’ MISURA CON I MEDIA”
Giovanni Mammone, Primo presidente della Cassazione: “Il vivere sociale impone ai magistrati precisi obblighi deontologici di misura e moderatezza, necessari per preservare la loro immagine di terzietà, non solo nell’ambito istituzionale, ma anche nella vita privata e nei rapporti con i mezzi di comunicazione. L’autonomia e l’indipendenza, si deve affermarlo con chiarezza, sono beni che appartengono alla collettività, prima ancora che all’individuo-magistrato”

“E’ FINITO IL CONFLITTO POLITICA-MAGISTRATURA”
Andere Orlando, ministro della Giustizia
“La netta inversione di tendenza sull’investimento nella giurisdizione deve portare a una rinnovata apertura e, ove necessario, anche autocritica da parte della magistratura”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Distretto di Catanzaro. “Una riflessione di alto profilo – ha proseguito – sul ruolo della magistratura nella società, sulla professione e “vocazione” di magistrato. Lo affermo con chiarezza perché ritengo che la chiusura del conflitto tra politica e magistratura, di fatto operata nel corso di questa legislatura, non ha avuto e non deve avere niente a che fare con un’abdicazione dal ruolo di “custodia dei custodi”.

“ASSE MAGISTRATI E AVVOCATI”
Andrea Mascherin, presidente Cnf: “magistrati e avvocati devono rivendicare e difendere insieme la condizione, non rinunciabile, della piena indipendenza della attività giurisdizionale, indipendenza dagli altri poteri dello Stato, ma anche da altre forme di possibile condizionamento. Mi riferisco all’invasività di un certo sistema mediatico, che, trasformando il processo in occasione di profitto, finisce con il banalizzarne e delegittimarne la funzione”

“ORA DEPENALIZZARE”
Edoardo Barelli Innocenti, Corte d’Appello di Torino
“Una decisa depenalizzazione perché la sanzione penale sia riservata ai casi più gravi di violazione della legge, con pene anche non necessariamente pesanti ma rapide, effettive, a breve distanza dal reato commesso”.

“BASTA FEMMINICIDI”
Marcello Viola, procuratore generale di Firenze

– “Sono aumentati i casi di omicidio volontario. Fra questi, ben 17 sono stati commessi contro vittime di sesso femminile. Si tratta di una tendenza assolutamente allarmante che si somma a quella più generale che ha visto il reiterarsi di numerose forme di violenza, da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori dello stalking allo stupro, che hanno riguardato un sempre più vasto numero di donne, fino appunto al femminicidio”.

“COLLASSO ETICO DELLE CLASSI DIRIGENTI”
Roberto Scarpinato Procuratore generale di Palermo: “E’ sempre più alto il numero di persone coinvolte in reati di corruzione e concussione che svolgono ruoli apicali, ad esempio in ministeri, in assessorati della Regione o Comuni e Asl. La serialità delle condotte criminose, la vastità delle relazioni di complicità, ricompongono il quadro di un collasso etico e di una deriva criminale di segmenti rilevanti della classe dirigente”.

“TORNA LA MAFIA STRAGISTA”
Matteo Frasca, presidente della Corte d’appello di Palermo: 
“Sarebbero sufficienti un paio di anni di minore attenzione dello Stato per consentire all’associazione mafiosa di ripristinare l’inaudita forza criminale manifestata sino agli anni 90, con la consapevolezza che non sarebbe, in tal caso, possibile escludere una nuova stagione di inaudita violenza”.

“LE INTERCETTAZIONI SONO DEI PM”
Francesco Saluzzo, procuratore generale di Torino: “Le intercettazioni servono, servono eccome, ed è evidente che qualcosa andava fatto sul piano della diffusione e sul piano della violazione del segreto. Unico punto che mi lascia perplesso riguarda quella sorta di appalto agli ufficiali di polizia giudiziaria nell’attività di selezione preventiva delle conversazioni da ritenere irrilevanti, estranee, private. L’intercettazione e un atto di indagine del pubblico ministero, egli ha la responsabilità di quel che si fa o quel che non si fa e di come si fa”

“UNA NUOVA CITTA’ DELLA GIUSTIZIA”
Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm: “è maturo il tempo per avviare un grande progetto per una nuova e moderna sede degli uffici giudiziari della Capitale, la sede più grande o tra le più grandi d’Europa. So che idee e iniziative sono state messe in campo ma credo sia non più rinviabile la necessita di collocare tale finalità tra le priorità infrastrutturali della nostra Capitale, un ambizioso progetto, capace di mobilitare energie e di migliorare la vita degli operatori della giustizia e di una parte importante della città di Roma”.

GRATTERI CHIAMA, ORLANDO RISPONDE
Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro
: “Sono grato perché, dopo decenni di parole e false promesse da parte della politica, nel distretto di Catanzaro si è visto qualcosa di nuovo, si è vista una luce. Ricordo quando sono salito a Roma per la realizzazione di una nuova sede della Procura di Catanzaro che ci avrebbe consentito di evitare di pagare milioni di fitti, ovviamente sono salito a mie spese come faccio il 50% delle volte, ho chiesto un incontro al ministro che ha interrotto una riunione al Senato e mi ha incontrato in una stanza accanto e gli ho portato carte e progetti. Poi sono andato dal ministro Delrio che ha messo subito a disposizione 10 milioni di euro per la nuova Procura”

 

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