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Addio al vertice del Palazzaccio: Davigo resta fuori

Il nuovo presidente aggiunto della Corte di cassazione sarà Domenico Carcano che ha superato Piercamillo Davigo per 5 voti a 1
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Sarà Domenico Carcano il nuovo presidente aggiunto della Corte di Cassazione. Sostituirà Renato Rordorf andato in pensione alla fine dello scorso anno. Nulla di fatto anche questa l’ex pm di Mani pulite. I due, entrambi presidenti di sezione in Cassazione, avevano concorso anche per il posto di primo presidente.

Mentre la candidatura di Davigo era stata bocciata direttamente in Commissione, Carcano si era ritirato prima del voto in Plenum quando era evidente che nulla avrebbe potuto contro Giovanni Mammone, poi eletto all’unanimità.

Tranne il consigliere togato Aldo Morgigni, legato a Davigo dalla comune appartenenza al gruppo associativo di Autonomia& Indipendenza, gli altri componenti della Quinta commissione si sono dunque espressi a favore di Carcano. La votazione finale è attesa forse già per il prossimo Plenum.

Con questa nomina si completa il delicato puzzle del ricambio dei vertici del Palazzaccio, su cui l’anno scorso si consumò uno scontro durissimo fra l’Associazione nazionale magistrati, all’epoca presieduta proprio da Davigo, ed il Governo. L’allora premier Matteo Renzi aveva deciso di abbassare da 75 anni a 70 l’età massima per il trattenimento in servizio delle toghe, salvo però disporre una deroga esclusivamente per i vertici della Cassazione. Si parlò di una norma fatta apposta per “salvare” il presidente Giovanni Canzio che, altrimenti, avrebbe dovuto lasciare l’incarico a dicembre del 2016. L’Anm su questo provvedimento si spaccò ed il gruppo di Davigo uscì dalla Giunta unitaria.

All’inaugurazione dell’anno giudiziario dello scorso anno per protesta il sindacato togato disertò pure la cerimonia in Aula magna. «Il Governo non ha mantenuto gli impegni», scrissero le toghe stigmatizzando l’atteggiamento dell’esecutivo che non aveva cambiato idea sull’età pensionistica dei magistrati, bocciando la proposta dei 72 anni per tutti. Quest’anno, metabolizzata la riforma Madia e con le elezioni alle porte, il clima è diverso e non sono previste proteste.

Sotto il profilo dell’appartenenza correntizia, con la scelta di Carcano, esponente di punta di Magistratura democratica, le toghe progressiste tornano ad avere un esponente ai vertici del Palazzaccio. Va comunque ricordato che tutte le correnti, tranne il gruppo di A& I, hanno in questa tornata di nomine un rappresentante in Cassazione. Oltre al citato Carcano, il presidente Giovanni Mammone è di Magistratura indipendente ed il Pg Riccardo Fuzio è di Unicost. Conservatore il primo, moderato il secondo. Ed infine una curiosità statistica. Mammone, Carcano e Fuzio sono tutti classe 1950. Rimane, a questo punto, solo da votare il nuovo procuratore generale aggiunto. Nomina attesa nei prossimi giorni.

 

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