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Voti, favori o denaro? Il 7,9% delle famiglie “vittima” di corruzione

Costituzione
Secondo l'Istat, oltre 1 milione e 700 mila italiani ha ricevuto offerte in denaro in cambio del proprio voto
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Ti serve un posto di lavoro o devi ottenere la pensione di invalidità? La strada privilegiata passa per pagamenti sottobanco, regali o favori. In una parola, corruzione. Vuoi essere eletto al comune? Oltre 1 milione e 700 mila italiani ha ricevuto offerte in denaro in cambio del proprio voto. L’Istat calcola che il 7,9% delle famiglie italiane, nel corso della vita, è stato coinvolto in modo diretto in eventi corruttivi. Piccola o grande, ma pur sempre corruzione, che raggiunge il suo picco nel Lazio, con il 17,9% delle famiglie e il minimo nella Provincia di Trento, con il 2%.

Ma dove si consuma il fenomeno? In primis, nel mondo del lavoro. IL 3,2% delle famiglie, infatti, entra in contatto con la corruzione nel settore lavorativo, in particolare al momento della ricerca di lavoro. A seguire, il 2,7% delle famiglie che hanno fatto richiesta di benefici assistenziali (come i sussidi, gli alloggi popolari, le pensioni di invalidità) hanno ricevuto richieste di denaro o di scambi di favori. Lo stesso vale per il 2,4% delle famiglie che hanno avuto bisogno di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici. . La stima più bassa di corruzione riguarda le cosiddette public utilities: sono soltanto lo 0,5% le famiglie che al momento di richiedere allacci,volture o riparazioni per energia elettrica, gas, acqua o telefono hanno avuto richieste di pagamenti in qualsiasi forma per ottenere o velocizzare i servizi richiesti.

DO UT DES

Quanto alle modalità di richiesta di queste indebite prestazioni, la più gettonata è la richiesta esplicita e plateale, sintomo forse più preoccupante di una presunzione diffusa di impunità. Nel 32,2% dei casi, infatti, le famiglie hanno ricevuto una richiesta chiara da parte dell’interessato. Le allusioni, invece, sono state il mezzo per avvicinare il 32,2%. La contropartita più frequente, invece, è la vecchia ma sempreverde mazzetta: la richiesta è in denaro nel 60,3% dei casi; seguono il commercio di favori, nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), i regali (9,2%) e, in misura minore, altri favori (7,6%) o una prestazione sessuale (4,6%).  Corrotti e soddisfatti: tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, infatti, l’85,2% ha ritenuto che la corruzione sia stata utile per ottenere quanto desiderato.

VOTO DI SCAMBIO

Ad oltre 1 milione 700 mila italiani (il 3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni) sono stati offerti denaro, favori o regali per averne il voto alle elezioni amministrative, politiche o europee.  Il voto di scambio è più frequente in caso di elezioni amministrative e raggiunge i picchi più alti al sud e nelle isole, dove ne ha avuto qualche esperienza, rispettivamente, il 6,7% e l’8,4% della popolazione. Tutte le regioni del sud – fatta eccezione per il Molise – presentano tassi sensibilmente più elevati rispetto alla media italiana, con il massimo del 9,7% in Basilicata. Al centro il tasso è del 3,1%, a nord-est dell’1,5%, a nord-ovest dell’1,3%. In cambio del voto sono stati offerti o promessi soprattutto favori o trattamenti privilegiati (34,7% dei casi), nomine o posti di lavoro (32,8%) o addirittura denaro (20,6%).

MA CHI DENUNCIA?

Nessuno. O quasi, solo il 2,2% delle famiglie che hanno ricevuto richieste corruttive lo denuncia all’autorità. Perchè? Per il 39,4%, non si denuncia perchè lo si considera assolutamente inutile. Il 14% lo considera la pratica consuetudinaria per raggiungere un obiettivo, mentre il 12,5% sostiene di non sapere chi denunciare.  Più della metà degli intervistati, poi ammettono che lo rifarebbero: pur di ottenere un servizio, il 51,4% delle famiglie ricorrerebbe di nuovo all’uso del denaro, dei favori o dei regali.

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