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Kim minaccia «Se mi attacchi ti cancello…»

Continua il confronto a distanza a base di minacce tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Kim Jong Un, presidente della Corea del Nord
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«Forse le mie parole finora non sono state abbastanza dure. La Corea del Nord deve stare attenta, o sarà nei guai come pochi Paesi sono mai stati prima». Parole e musica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che reagisce così alle provocazioni Kim Jong Un, presidente della Corea del Nord. E dire che poco prima di indossare l’elmetto, Trump aveva sfoderato la bandiera arcobaleno: «Vorrei tanto denuclearizzare il mondo», aveva infatti dichiarato ricorrendo a toni da pacifista anni ‘ 60. Da parte sua Pyongyang ha ignorato l’appello del presidente americano promettendo fuoco e fulmini: «Cancelleremo dalla faccia della terra senza alcuna pietà i provocatori che fanno tentativi disperati di soffocare il Paese socialista». E ancora: «Gli Usa soffriranno una vergognosa sconfitta e un destino tragico e definitivo se persisteranno nelle loro avventure militari, sanzioni e pressioni». Immediata e sintentica la replica di Trump: «Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire, in caso la Corea del Nord agisse incautamente. Speriamo che Kim Jong Un trovi un’altra strada. Non solo minacce però. Tutte le diplomazie mondiali sono al lavoro per cercare una via d’uscita dalla crisi Coreana. A cominciare dalla Russia che però non si mostra molto ottimista: «Ritengo che i rischi di un confronto militare tra Usa e Corea del Nord siano molto alti, soprattutto tenendo conto di questa retorica, sono state fatte minacce dirette di uso della forza», ha infatti ammesso il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. La Russia spera che «il buon senso» prevalga nella crisi in corso tra Corea del Nord e Stati Uniti. «Sfortunatamente», ha continuato Lavrov, «la retorica a Washington e Pyongyang sta superando ogni livello». Nel frattempo il Giaappone ha fatto avviato le contromisure. Tokyo sta infatti procedendo allo schieramento dei missili intercettori nella parte occidentale del Paese in risposta al piano di attacco contro il territorio Usa di Guam con 4 missili intermedi, come anticipato ieri dal dispaccio dell’agenzia ufficiale Kcna. Il piano definitivo sarà completato entro metà mese. Insomma, c’è chi si sta preparando al peggio.

 

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