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Chi ha paura di Cedric Harrou, il salvatore di migranti?

Il contadino francese che aiuta i rifugiati al confine con l'Italia ospitandoli nella sua fattoria ha subito il terzo fermo di polizia in pochi mesi
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“Oggi ci troviamo in una situazione in cui nessuno capisce nulla. Né la giustizia, né gli avvocati, né le forze dell’ordine, né noi. Il diritto è poroso, proprio come questa frontiera. Agiamo con urgenza e necessità. Speriamo che questo esame consenta finalmente alla giustizia di confrontarsi con una realtà negata, con un diritto d’asilo violato, e di migliorare la situazione alla frontiera franco-Italiana” .

Scrive così ieri sul suo profilo Facebook Cedric Herrou, il contadino francese ormai divenuto simbolo dell’aiuto ai migranti che tentano di entrare in Francia attraversando il confine con l’Italia. Un’opera che gli sta costando cara, infatti Herrou è stato trattenuto per ben 48 ore presso il commissariato di Cannes dopo che il 24 luglio aveva condotto circa 200 migranti verso Nizza per ottenere la richiesta di asilo.

Il fermo di Herrou è avvenuto dopo essere giunto a Nizza, lì era salito con un gruppo di volontari e almeno un centinaio di migranti, su un treno direzione Marsiglia. A Cannes però la polizia li ha bloccati e fatti scendere. Condotti a Menton hanno passato una notte in dei container e successivamente sono stati consegnati alla polizia di frontiera italiana, da lì una triste processione a piedi fino a Ventimiglia.

Alcuni attivisti dell’organizzazione Roya Citoyenne hanno testimoniato delle condizioni dei migranti, molti hanno “piaghe sui piedi e dolorose lesioni provocate dalla scabbia. Sono stremati e non hanno un posto dove stare”. Per questo uomini, donne e bambini, dopo aver percorso a piedi impervi sentieri di montagna che collegano l’Italia alla Val Roja, si fermano presso la fattoria di Herrou, a Breil sur Roya.

Ma proprio quì mercoledì si è svolta l’ennesima operazione di polizia. La casa del contadino francese infatti è stata perquisita con ingente spiegamento di forze. I migranti senza documenti che si trovavano lì, almeno una novantina, sono stati portati via e rimandati a Ventimiglia oppure a Taranto. L’avvocato di Herrou, Me Zia Oloumi, ha reso noto che la perquisizione è arrivata inaspettata e senza nessun preavviso. Con molta probabilità i gendarmi francesi hanno agito proprio perchè Herrou era trattenuto a Cannes.

Si tratta del terzo fermo senza contare un processo e numerose ore di detenzione. A ciò si aggiunge una condanna e una multa di 3000 euro per il supporto dato ad alcune persone ad attraversare la frontiera italo-francese- Questa volta però non sembra vi siano elementi giudiziari tali da trasformare un’accusa, quella di ospitare migranti irregolari, in un arresto.

Nonostante tutto Herrou non ha mai ceduto nel suo intento di fornire aiuto ai profughi. L’azione di lunedì è stata portata avanti insieme a Jose Bovè. “L’idea è chiedere all’Europa l’apertura di un procedimento contro la Francia attraverso la Corte europea di Giustizia“, ha spiegato l’eurodeputato . “Questi respingimenti rappresentano una continua violazione dei diritti d’asilo e non hanno alcuna base legale”.

Che in Francia stia avvenendo una torsione del diritto a danno dei migranti lo dimostrano le numerose proteste di attivisti della Val Roya e organizzazioni come Amnesty International. Attualmente la prassi di richiesta di asilo passa per i cosiddetti Pada (Platform d’accueil demandeur d’asil), uffici che si trovano in diverse città e servono ad effettuare una pre registrazione che successivamente prelude ad un appuntamento in prefettura. Succede però, come a Nizza, che il Pada consegni solo un semplice foglio senza valore legale. Un’indicazione che arriverebbe direttamente dalle prefetture e che spinge inevitabilmente i migranti nella clandestinità.

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