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Legge elettorale forense, via libera del governo alla procedura accelerata in Senato

Il presidente della commissione Giustizia del Senato Nico D'Ascola
Ottenuto il nulla osta dall’esecutivo, la commissione Giustizia di Palazzo Madama dovrebbe approvare la settimana prossima il nuovo sistema di voto per i Consigli degli Ordini degli avvocati
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C’è anche il parere favorevole del governo: a questo punto le nuove regole per eleggere i Consigli degli Ordini forensi potranno essere approvate dalla commissione Giustizia del Senato in sede deliberante. Il via libera dell’esecutivo è arrivato mercoledì scorso: era atteso da quasi due mesi, vale a dire dalla seduta con cui lo scorso 8 febbraio i componenti della commissione presieduta da Nico D’Ascola avevano votato all’unanimità per la richiesta di procedura legislativa accelerata. Istanza inoltrata subito da D’Ascola al presidente del Senato Pietro Grasso, il quale aveva manifestato immediatamente la propria disponibilità. Ma il via libera del governo si è fatto attendere più del previsto, fino al 5 aprile scorso, appunto, giorno in cui Grasso ha comunicato il parere favorevole.

La Seconda carica dello Stato rimetterà gli atti alla commissione nelle prossime ore. La ripresa della discussione sulla legge, di cui è relatore il senatore di Ala (nonché avvocato) Ciro Falanga, è prevista per la seduta di martedì prossimo, alle ore 14.  Si passerà all’esame finale: D’Ascola ha già messo in conto che possa essere presentato un nuovo emendamento per definire con maggiore dettaglio i casi di incompatibilità. Ma a questo punto è plausibile che la legge sulle elezioni negli Ordini degli Avvocati sia licenziata da Palazzo Madama prima di Pasqua. Un passaggio essenziale per rimettere ordine negli organismi di rappresentanza territoriale dell’Avvocatura, dopo le sentenze con cui la Cassazione, a inizio febbraio, aveva dichiarato illegittimo il voto nei Fori di Bari e Latina. Sul vecchio regolamento si era già pronunciato negativamente il Tar del Lazio: da questo doppio passaggio era venuta la decisione del Senato di riordinare la materia non più con una norma di secondo livello ma con una legge vera e propria. Una svolta sollecitata con decisione dal Consiglio nazionale forense. «È auspicabile a questo punto che anche Montecitorio adotti la sede deliberante in commissione Giustizia», spiega il presidente dell’organo di rappresentanza istituzionale degli avvocati, Andrea Mascherin. «Era importante definire la materia in modo chiaro e con regole certe. Va apprezzato l’impegno dei senatori e l’attenzione del presidente D’Ascola, confidiamo che i deputati mostrino la stessa disponibilità».

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