Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Olanda, una piccola diga contro il populismo

Alle elezioni politiche vincono i liberali del premier Rutte, non sfonda l'estrema destra di Gert Wilders. Grande avanzata dei Verdi europeisti e di sinistra del giovane Jesse Klaver
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Il paese delle dighe scava un piccolo grande argine per fermare l’avanzata dei populisti in Europa. Fino al voto di ieri notte  in pochi credevano che il vento anti-establishment potesse incontrare una battuta di arresto. E invece, con un affluenza alle urne altissima (oltre l’80%), gli elettori olandesi hanno ridimensionato le ambizioni del leader xenofobo Geert Wilders:  il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) del premier liberale, Mark Rutte è infatti la prima formazione del paese con 33 seggi conquistati, mentre, come dicevamo, non sfonda il partito populista di estrema destra Partito per la Libertà (PVV) che si ferma a 20 seggi. Per i Paesi Bassi si prevede un nuovo governo di coalizione, ma partner principale del VVD non saranno più i laburisti del PvdA, in caduta libera. Risultati positivi per Appello Cristiano Democratico (CDA) e Democratici, ma soprattutto per i Verdi di sinistra, del giovane leader Jesse Klaver che raddippiano i seggi (16).

Forte l’affluenza alle urne con la partecipazione dell’81% degli aventi diritto. Cinque anni fa, alle ultime elezioni politiche, l’affluenza era stata del 74,6%. Proiezioni sulla base del 9% dei voti realmente scrutinati danno 33 seggi al VVD, 25 al CDA e 18 ai Democratici 66 per un totale di 76 seggi, cioè la maggioranza sui 150 della Camera dei rappresentanti olandese. I negoziati per la formazione del nuovo governo inizieranno già giovedì. Intanto, i laburisti del PvdA scenderebbero da 35 a 9 seggi, 18 seggi andrebbero ai populisti di Wilders, 13 ai Verdi di sinistra, che di fatto potrebbero quadruplicare i consensi, e altrettanti ai Socialisti di estrema sinistra, che per simbolo hanno un pomodoro rosso. “L’Olanda ha detto no al populismo dopo la Brexit e Trump”, lo ha affermato il premier olandese, Mark Rutte, leader del VVD. “Grazie per questa vittoria che avete dato all’Olanda, ma anche all’Europa – ha detto Rutte ai suoi sostenitori – adesso siamo impegnati per mantenere il paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere”.

Rutte ha affermato di aver ricevuto congratulazioni da vari leader europei per l’importanza del risultato a livello continentale. Soddisfatto comunque il leader populista Wilders, il suo PVV è cresciuto rispetto al 2012 e al suo rivale Rutte dice: “Non si è ancora sbarazzato di me”. Nel pieno della tempesta diplomatica tra L’Aia e Ankara per il divieto di ingresso in Olanda ai ministri turchi, entra per la prima volta con il proprio simbolo nel Parlamento dei Paesi Bassi il partito antirazzista DENK, fondato da due turchi olandesi, Tunahan Kuzu e Selcuk Ozturk. Forte soddisfazione in Europa. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, su Twitter scrive:”No #Nexit. La destra anti UE ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l’Unione”. Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha parlato al telefono con Rutte per congratularsi per la sua “chiara vittoria”. Per Juncker è stato “un voto per l’Europa” è “un voto contro gli estremisti”

Ultime News

Articoli Correlati