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Il ribaltone di Trump: «Obama mi ha fatto spiare»

Donald Trump e Barack Obama
Il presidente degli Stati Uniti accusa il predecessore di aver fatto mettere sotto controllo i telefoni della Trump tower in piena campagna elettorale. E aggiunge: «È un malvagio». Intanto valuta di separare i figli dalle madri clandestine
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Alle strette per i sospetti della Russia connection, il presidente americano, Donald Trump reagisce attaccando pesantemente il suo predecessore, Barack Obama. “Ho appena scoperto che Obama aveva messo sotto controllo i telefoni alla Trump Tower poco prima della vittoria. Non fu trovato nulla. Questo è maccartismo”, afferma il presidente attraverso il suo canale preferito, l’account twitter. La serie di dichiarazioni, diffusa all’alba americana, continua: “È legale che un presidente in carica faccia intercettazioni sulla corsa presidenziale prima del voto? Su questo già si era pronunciato un tribunale. Toccato di nuovo il fondo”. “Scommetto che un bravo avvocato farebbe un’ottima causa sul fatto che il presidente Obama intercettava le mie comunicazioni ad ottobre, proprio prima delle elezioni”. E infine: “Da quanto tempo andavano avanti le intercettazioni ordinate da Obama durante il sacro processo elettorale? Questo è il Nixon-Watergate. Il tipo è cattivo (o malvagio)”.

Non è chiaro se il presidente americano abbia effettivamente delle prove di quanto denunciato o sia se stia invece rilanciando notizie comparse sui media. Venerdì Breitbart News, il sito conservatore un tempo guidato dall’attuale stratega della Casa Bianca Steve Bannon, aveva rilanciato accuse simili. In particolare il sito aveva citato affermazioni del conduttore radiofonico dell’ultradestra Mark Levine secondo cui Obama aveva ordito “un golpe silenzioso” contro Trump con “tattiche da polizia segreta”. Già in passato Trump ha twittato notizie lanciate dai blog e dai siti a lui vicini che in alcuni casi si sono rivelate infondate. Un ex consigliere di Obama, Ben Rhodes, ha replicato duramente alle accuse. “Solo un bugiardo può montare un caso come questo. Nessun presidente può ordinare un’intercettazione. Queste restrizioni sono state messe in atto per proteggere i cittadini da gente come te”, ha scritto in una serie di tweet.

Obama è citato anche in un altro tweet del presidente: riguardo ai sospetti di una “Russia Connection” dovuta agli incontri tra l’ambasciatore russo e l’allora senatore, oggi ministro della Giustizia, Jeff Sessions, Trump ricorda che lo stesso diplomatico ha incontrato Obama alla Casa Bianca in 22 occasioni, tra cui quattro volte solo l’anno scorso”. In un altro tentativo di contrattacco sul Russiagate via Twitter, Trump è invece scivolato sullo “spelling” ed è stato costretto a rimandare per tre volte lo stesso tweet.

L’ultima sugli immigrati: separare i figli dalle madri

Intanto l’idea del dipartimento per la Sicurezza nazionale è quella di separare le madri dai figli se catturati insieme mentre attraversano le frontiere degli Stati Uniti illegalmente: un drastico cambiamento rispetto alla situazione attuale, che consente alle famiglie che rischiano l’espulsione di essere rimesse in libertà e rimanere insieme fino a quando la loro richiesta non sia valutata. Insorgono ovviamente le associazioni a tutela dei diritti civili, sostenendo che la proposta non superera il vaglio dell’esame di costituzionalità, esattamente come altri ordini esecutivi firmati da Trump. Il presidente ha inoltre in programma l’assunzione di altri 15.000 agenti di frontiera, per deportare, come promesso, milioni di “criminali clandestini”. Secondo la Cnn il piano prevede l’assunzione di ulteriori 10.000 agenti Ice (Immigration and Customs Enforcement) e 5.000 agenti del Custom and Border Protection (Cbp), cioè di addetti al controllo delle frontiere e degli ingressi negli Usa.

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