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Trump choc: “Israele e Palestina? Uno o due Stati poco importa”

Il presidente Usa riceve il premier israeliano alla Casa Bianca e delinea la sua politica per il Medio Oriente mettendo in soffitta 25 anni di diplomazia
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Nel negoziato di pace tra Israele e palestinesi, “entrambe le parti dovranno fare dei compromessi” e non esistono formule precostituite. Per esempio l’idea dei “due popoli e due Stati” per il presidente Usa Donald Trump non è affatto irrinunciabile, anzi: non è nemmeno auspicabile più di tanto: “Decidete voi” è più o meno questo il senso delle parole del tycoon al premier israeliano Benjamin Netanyahu nella conferenza stampa che ha preceduto il loro incontro alla Casa Bianca. “Sottigliezze”, “etichette”; in un sol colpo Trump mette in soffitta 25 anni di diplomazia Usa, una linea condivisa dai Bush e dai Clinton, dalle Nazioni Unite come dall’Ue, quella dei “due popoli due Stati”.

Gli israeliani, ha detto ancora Trump ai giornalisti, “dovranno dimostrare un po’ di flessibilità”. I palestinesi, ha aggiunto dovranno mettere da parte l’odio. Nel negoziato di pace, ha affermato il presidente Usa, ci saranno anche altri “attori” che avranno “un ruolo”. “Per quanto riguarda gli insediamenti – ha continuato Trump -, preferirei che ci si trattenesse un po’, vedremo. Ma vorrei che si arrivasse ad un accordo”.

“Israele non ha alleato migliore degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non hanno alleato migliore di Israele”, ha invece sottolineato il premier israeliano Netanyahu. “La nostra alleanza sarà sempre più forte”, ha poi aggiunto, sottolineando che “quello di oggi è solo il primo di tanti incontri che avremo in futuro”.

Parlando della situazione in Medio Oriente, Netanyahu ha poi precisato che “negli anni ci sono stati degli accordi sbagliati” e ribadito come “i presupposti per la pace non sono cambiati: i palestinesi devono riconoscere lo stato ebraico, devono smettere di chiedere la distruzione di Israele, e ogni accordo ovviamente deve mantenere la sicurezza della Cisgiordania”.

“Sfortunatamente – ha aggiunto – i palestinesi rifiutano tutto questo e continuano a chiedere la distruzione di Israele”. “I palestinesi non devono negare il passato”, ha aggiunto auspicando “meno odio”. “Tutto questo deve cambiare”, ha ammonito. “Non intendo abbandonare questi requisiti per la pace ma bisogna bloccare tutti i segnali di fanatismo e di odio per andare avanti, perché – ha ammonito – è fondamentale per avere un accordo di pace che abbia una sostanza”.

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