Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Assassinato in Malesia il fratellastro di Kim Jong-un

Secondo i media Kim Jong-nam è stato avvelenato all'aeroporto di Kuala Lumpur da due donne ritenute agenti segreti della Corea del Nord. Esiliato all'estero da anni criticava il regime
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

È stato trovato morto all’aeroporto di Kuala Lumpur, in Malaysia, Kim Jong-nam, 45 anni fratello maggiore del dittatore nordcoreano Kim Jong-un: ne ha dato notizia l’agenzia di stampa sud-coreana, Yonhap, che cita fonti governative di Seul, secondo cui Kim sarebbe stato “assassinato con delle punte avvelenate” all’aeroporto di Kuala Lumpur da due donne ritenute agenti segreti nord-coreani e che si sono dileguate dopo l’omicidio, ha aggiunto l’emittente TV Chosun, una tv via cavo sud-coreana, tra le prime a dare la notizia. Kim Jong-nam era il figlio primogenito del defunto dittatore nordcoreano, Kim Jong-il, 45enne, considerato per molto tempo come il “delfino” destinato a raccoglierne il testimone alla guida del regime.

Frutto dell’unione tra il dittatore e la sua prima concubina, l’attrice, Song Hye-rim, era emigrato in Cina nel 1995 e da allora viveva tra Pechino e Macao; aveva perso definitivamente il favore del padre quando nel 2001 era stato fermato in un aeroporto di Tokyo con un passaporto dominicano falso che voleva usare per entrare in Giappone e -pare- andare a visitare il parco divertimenti di Disneyland. A distanza di qualche anno si rifugiò a Macao, prima di trasferirsi, poco dopo la morte del padre, in diversi Paesi del sud-est asiatico per i timori di poter essere assassinato. In esilio, Kim viveva protetto dal governo cinese ed era impegnato nell’investimento di fondi. E’ stato spesso intervistato dai media giapponesi esprimendo anche critiche sul regime controllato dalla famiglia, auspicando il varo di una stagione di riforme.

Ultime News

Articoli Correlati