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Grillo torna da Farage ma Ukip detta le condizioni

Nuova giravolta del M5S. Dopo il rifiuto di Alde Grillo richiede ospitalità agli euroscettici
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Nuova giravolta di Grillo. Dopo il rifiuto di Alde, il M5S richiede ospitalità agli euroscettici

Pronto, Nigel? era solo una scappatella. Il giorno dopo il matrimonio non consumato con Alde, Beppe Grillo richiama la vecchia “fiamma” Farage nel tentativo di evitare l’isolamento del Movimento 5 Stelle europeo. In ballo non c’è solo l’ininfluenza politica, ma anche un grave danno economico: quasi 700 mila euro derivanti dai fondi destinati ai gruppi. A Grillo non resta altro che ribussare alla porta di Efdd ( Europa della libertà e della democrazia diretta), l’aggregazione di cui Ukip, il partito britannico promotore della Brexit, è azionista di maggioranza. Dopo aver annusato per qualche ora l’aria dell’establishment, il M5S torna dunque a vestire i panni della formazione antisistema. Eppure, solo ventiquattro ore prima, Grillo aveva scritto una lettera aperta al leader inglese per annunciare il divorzio: «Caro Nigel, le nostre strade si sono divise», era l’incipit della missiva. Ma in politica il tradimento fa parte del gioco, niente più che peccatuccio perdonabile. Soprattutto se sul piatto ci sono interessi comuni. E Farage sa che i 17 eurodeputati che il comico genovese porta in dote sono un argomento più che concreto per intavolare una trattativa: il loro ritorno garantirebbe maggiore stabilità al gruppo.

In cambio del perdono, però, Nigel Farage chiede delle garanzie: il ridimensionamento politico del M5S e l’allontanamento delle «persone che si sono comportate male», in questa vicenda. Il leader britannico non fa i nomi dei “colpevoli”, ma i riferimenti sono chiarissimi. Fabio Massimo Castaldo, ex membro del “mini direttorio” imposto a Virginia Raggi, paga immediatamente il prezzo della propria “infedeltà”. «Castaldo non sarà più il candidato Efdd per il vice presidente del Parlamento europeo», twitta l’account ufficiale del gruppo euroscettico dopo la trattativa. Ma nel mirino di Farage c’è soprattutto David Borrelli. Perché sarebbe stato proprio l’ex vicepresidente di Efdd a guidare la marcia di avvicinamento del Movimento 5 Stelle ad Alde. Trevigiano, 45 anni, grillino della prima ora, Borrelli è l’uomo di fiducia di Davide Casaleggio ( che l’ha voluto con lui alla guida di Rousseau, l’associazione che controlla il sistema operativo del Movimento 5 stelle) rischia di trovarsi emarginato. «Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co- presidenza che fino ad oggi è stata occupata da David Borrelli», fa sapere Grillo sul Blog che poi usa parole sprezzanti nei confronti di Guy Verhostadt, il capogruppo di Alde che ha chiuso le porte in faccia al M5s: «Dovrebbe solo vergognarsi, perché da meschino si è piegato alle pressioni dell’establishment».

Il potere contrattuale dei 5 stelle adesso è fortemente ridotto: ai 17 eletti nelle liste del Movimento non resta accettare senza riserva le condizioni imposte da Farage.

E a puntare il dito contro la strategia fallimentare concepita a Bruxelles ci sono anche alcuni portavoce pentastellati. «Bisogna essere antiestablishment. Non cercare di entrare nell’establishment. Sarebbe solo politicamente incoerente, oltre che stupido», scriveva ieri mattina su Facebook l’ex membro del Direttorio Carlo Sibilia. Grazie al passo falso di Grillo, adesso a dare le carte è Farage che pretende dall’alleato ritrovato anche una radicalizzazione su alcuni temi caldi, come l’unione monetaria. «Sono felice di dire che qualsiasi differenza tra il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e me sono state risolte in maniera amichevole. Dopo alcuni cambiamenti amministrativi la settimana prossima a Strasburgo continueremo il nostro lavoro insieme nel gruppo Efdd», scrive Farage. «La campagna di Beppe Grillo per un referendum sull’appartenenza dell’Italia all’eurozona sta crescendo. Ammiro da tempo il suo lavoro in Italia e gli auguro di avere fortuna. La campagna anti establishment in Europa è appena agli inizi». Il leader genovese non si sottrae, e sul Blog verga subito dopo: «La moneta unica deve essere sottoposta a un referendum popolare, affinché i cittadini decidano il rimanere o meno dell’Italia all’interno dell’Eurozona». E poi: bisogna «espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno». Farage è accontentato. Con buona pace di chi ha votato on line per passare ad Alde.

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