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Finalmente Macchi è stato trasferito in ospedale

Il terrorista di destra da ieri è ricoverato al Galliera di Genova. Parla la moglie Marinella
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«Oggi mi sento più sollevata. Sapere che Emanuele è in ospedale mi fa stare un po’ meglio». Al telefono Marinella Rita, moglie del terrorista di destra Emanuele Macchi di Cellere, ha la voce stanca, ma rilassata. Suo marito nella tarda mattinata di ieri è stato trasferito nell’ospedale Galliera di Genova, così come aveva consigliato il 3 maggio scorso il medico del carcere di Marassi che lo aveva visitato.«Un primo obiettivo – continua la signora Marinella – è stato raggiunto. Mio marito ha bisogno di cure, deve riprendersi un po’, altrimenti non potrà essere trasferito per avvicinarsi alla famiglia, come ha deciso il giudice di sorveglianza».La signora insiste su questo aspetto: «Emanuele è molto legato alla famiglia: ha soltanto me, due fratelli e una zia. La mamma è morta un mese fa e per lui è stato un altro duro colpo. Andarlo a trovare a Genova non è semplice, ci vado una volta al mese».L’ultima volta che ha sentito il marito è stato lunedì scorso: «Non ce la faceva neanche a parlare al telefono, lamentava un forte mal di gola. I fratelli sono andati a trovarlo sabato scorso e mi hanno riferito delle sue pessime condizioni di salute».Come aveva scritto nella sua lettera-appello: «mio marito è entrato in carcere già malato: pregresso cancro squamocellulare alla testa, cecità assoluta all’occhio sinistro, gamba destra ridotta di 4 cm, osteomielite, discinesie, riconosciuto invalido al 100% dall’Inps. È su sedia a rotelle, non cammina più, il braccio sinistro è immobilizzato, ha le piaghe da decubito, sviene durante i colloqui. Non ricorda le cose dette un attimo prima, è pieno di lividi ed ematomi, pesa 44 chili».Macchi è in carcere per una condanna definitiva a 10 anni e mezzo per traffico di stupefacenti ed è indagato come uno dei mandanti del tentato sequestro finito in omicidio di Silvio Fanella, il cassiere di Gennaro Mokbel ucciso il 3 luglio 2014 nel quartiere della Camilluccia.A segnalare il caso è stato lunedì il blog di Ugo Maria Tassinari, Alter-Ugo, seguito da una serie di appelli: «Ringrazio tutti – conclude Marinella Rita – per la mobilitazione e in particolare il suo giornale che ha fatto la scelta di dedicare il titolo principale della prima pagina alla vicenda di mio marito».

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