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Putin alla Germania: «Il blocco del gas non dipende da noi»

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Il Cremlino scrive al Cancelliere tedesco Olaf Scholz: «Le interruzioni, come quelle nel funzionamento del gasdotto Nord Stream 1, sono state causate da sanzioni anti-russe che ne ostacolano la manutenzione tecnica»
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Il blocco delle forniture di gas all’Europa, secondo Vladimir Putin, non dipendono dalla Russia, che resta un partner affidabile. Questo ed altri temi, come le spedizioni di grano e la sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhya al centro di un colloquio telefonico tra il presidente russo e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz.

In una nota stampa, il Cremlino ha sottolineato i dettagli della lunga conversazione. «Vladimir Putin – riporta il testo – ha richiamato l’attenzione del cancelliere federale sulle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario da parte ucraina, i continui bombardamenti di Le città del Donbass che provocano morti tra i civili e il danneggiamento delle infrastrutture civili». Il presidente russo ha spiegato in dettaglio le misure adottate in coordinamento con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, per garantire la protezione fisica della centrale nucleare, «oggetto di attacchi missilistici ucraini».

La Russia è poi «preoccupata» sulle spedizioni marittime di grano ucraino, di cui «solo una parte insignificante viene consegnata ai paesi bisognosi», mentre non ci sono stati progressi sulla questione della rimozione degli ostacoli sulle esportazioni russe di cibo e fertilizzanti. All’Ucraina, il leader russo ha rivolto le accuse per non aver fatto visitare i prigionieri dalla Croce Rossa.

Sul fronte energetico, infine, Vladimir Putin ha rimbalzato sugli stati europei le responsabilità per il mancato arrivo del gas. «La Russia – ha detto – era ed è rimasta un fornitore di energia affidabile, adempiendo a tutti i suoi obblighi contrattuali. Le interruzioni, come quelle nel funzionamento del gasdotto Nord Stream 1, sono state causate da sanzioni anti-russe che ne ostacolano la manutenzione tecnica. Le autorità dei paesi interessati hanno chiuso le rotte di approvvigionamento del gas attraverso l’Ucraina e la Polonia e si sono rifiutate di mettere in funzione il gasdotto Nord Stream 2, tentando di incolpare la Russia per i problemi di approvvigionamento energetico in Europa. E questo – ha concluso – è abbastanza cinico».

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