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Von der Leyen: ora tetto al prezzo del gas. E Mosca minaccia: «Non ne daremo più»

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Dmitry Medvedev commenta l'appello del presidente Commissione europea Ursula von der Leyen. «Sarà come con il petrolio. Semplicemente non ci sarà gas russo in Europa»
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Il gas russo «non ci sarà in Europa se l’Ue deciderà di introdurre un price cap». Ad affermarlo è il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa, Dmitry Medvedev, commentando l’appello del presidente Commissione europea Ursula von der Leyen a introdurre un tetto al prezzo del gas.

«Sarà come con il petrolio. Semplicemente non ci sarà gas russo in Europa», ha avvertito Medvedev. E’ arrivato il momento di stabilire un tetto al prezzo del gas che arriva dalla Russia, via pipeline, in Europa, ha affermato von der Leyen, rimarcando la necessità di contrastare quelli che ha indicato come i tentativi del presidente russo, Vladimir Putin, di manipolare il mercato dell’energia europeo. «Credo fermamente che sia arrivato il momento di fissare un tetto massimo al prezzo sul gas russo diretto in Europa», ha detto von der Leyen ai giornalisti a margine di un incontro dei deputati conservatori nella città di Murnau, in Baviera.

Un tetto massimo al prezzo del petrolio, come proposto dagli Stati del G7, causerà una “destabilizzazione” dei mercati dell’energia e spingerà Mosca a vendere “altrove” il suo greggio. Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo cui le misure anti-russe, ovvero le sanzioni, «hanno portato a una crisi molto profonda» e a una situazione in cui gli europei «stanno comprando, spesso dagli Stati Uniti, gas liquefatto per molti soldi, completamente ingiustificati. Le società statunitensi stanno diventando più ricche mentre i contribuenti europei stanno diventando più poveri».

Definendo “assurda” l’idea di un price cap sul petrolio, Peskov ha sottolineato che «la Russia sta valutando tutte le opzioni», evocando «scenari alternativi» per le sue vendite. «Semplicemente con questi principi non di mercato non interagiremo con loro», ha spiegato il portavoce, riferendosi ai Paesi che aderiranno alla proposta di un tetto massimo sul prezzo. Rispondendo quindi alla domanda su dove Mosca intenda destinare il petrolio invenduto, Peskov ha affermato: «Verso direzioni alternative, verso quei paesi che operano a condizioni di mercato».

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