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Uccisa in un attentato Darya Dugina, figlia dell’ideologo di Putin. Per Mosca c’è la mano di Kiev

La donna (30 anni) è morta in seguito all'esplosione dell'auto su cui viaggiava, di proprietà del padre
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Un omicidio commesso «con particolare crudeltà e in modo pericoloso». Così il Comitato investigativo della Federazione russa classifica lo strano incidente occorso a Mosca a Darya Dugina, figlia trentenne dell’ideologo Alexander Dugin vicino al presidente russo Vladimir Putin, morta in seguito all’esplosione della sua auto, una Toyota Land Cruiser Prado, di proprietà del padre. Le autorità investigative «hanno aperto un procedimento penale sull’omicidio di una ragazza commesso in modo pericoloso», ha affermato il dipartimento su Telegram . Secondo le autorità l’esplosione sarebbe stata causata da un ordigno presente nell’auto in cui è rimasta uccisa Dugina. «Secondo l’indagine, il 20 agosto, intorno alle 21:00 nel distretto urbano di Odintsovo vicino al villaggio di Bolshie Vyazemy, mentre un’auto procedeva a tutta velocità su una strada pubblica, è esploso un ordigno esplosivo, presumibilmente installato in un Toyota Land Cruiser. Conseguentemente l’auto ha preso fuoco e l’autista che stava guidando è morta sul colpo», conclude il testo.

«Un evento molto drammatico, conoscevo Darya personalmente», ha detto alla Tass Andrey Krasnov, il capo del movimento sociale Russian Horizon, spiegando che l’esplosione è avvenuta dopo che Darya Dugina aveva partecipato al festival Traditions. «Questo era il veicolo del padre. Darya guidava un’altra macchina ma oggi ha preso la sua macchina, mentre Alexander è andato vai in un modo diverso. È tornato, era sul luogo della tragedia. Per quanto ho capito, Alexander o probabilmente loro due insieme erano l’obiettivo», ha detto Krasnov.

Per Akim Apachev, amico e di Dugina e tra gli ultimi ad aver parlato con la donna non ci sono dubbi: «È stato un atto di terrorismo. Come è ovvio che da oggi non ci sono più luoghi sicuri in Russia. L’unico modo per proteggere il Paese è distruggere il nostro nemico naturale seduto a Kiev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Nikolaev, Odessa e in altre città russe».

Dugin è un filosofo ultranazionalista, promotore dell’eurasismo che secondo alcuni ha ispirato anche le politiche del presidente Vladimir Putin. «La sera del 20 agosto ho incontrato Daria e suo padre Aleksandr al festival “Tradizione”», racconta Apachev, «abbiamo subito iniziato a discutere dell’idea russa, dell’impero e della guerra culturale. Daria era sempre acuta e profonda nel suo atteggiamento».

Dugin è ricoverato in ospedale dopo la tragica morte della figlia,  ha reso noto il politologo ed ex consigliere di Vladimir Putin, Serghei Markov, sul suo canale Telegram. «Povero Aleksandr. Ora si trova in ospedale. Le nostre più sentite condoglianze», ha scritto Markov. Le immagini arrivate dalla scena di quello che anche per gli inquirenti ha i contorni dell’attentato ritraggono Dugin in strada, con le mani nei capelli, davanti alla macchina della figlia in fiamme.

Intanto il capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha scritto sul suo canale Telegram che la morte di Darya Dugina è stata causata dal governo ucraino, come riporta il Guardian. «Vili cattivi! I terroristi del regime ucraino, cercando di eliminare Alexander Dugin, hanno fatto saltare in aria sua figlia… In macchina. Beato ricordo di Darya, è una vera ragazza russa!»,

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