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Non ci furono molestie: scagionato il magistrato Giuseppe Magliulo

Giuseppe Magliulo
Parla l’avvocato Valerio Spigarelli: «Si sono volute gettare ombre sul magistrato Giuseppe Magliulo, ma il Gip ha deciso di archiviare il provvedimento»
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Il gip del Tribunale di Roma, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica del 18 maggio 2021, ha archiviato due giorni fa l’inchiesta per molestie sessuali nei confronti del Presidente del Tribunale di Tempio Pausania, dottor Giuseppe Magliulo. Il fascicolo era stato aperto dalla procura capitolina, competente per i procedimenti che riguardano i magistrati di quel distretto. Ad accusare il magistrato era stata nel 2019 una collega, allora da poco nominata magistrata, che lavorava nello stesso Tribunale.

Presunte molestie, parla l’avvocato del magistrato Giuseppe Magliulo

«Magliulo ha sempre respinto fermamente questa accusa – ci racconta il suo avvocato Valerio Spigarelli sostenendo che non era vero il fatto». Entrambi erano stati già sentiti nei mesi scorsi dal pubblico ministero Pantaleo Polifemo, titolare dell’inchiesta e allora Spigarelli dichiarò: «Abbiamo dimostrato la totale insussistenza delle accuse mosse al mio assistito».

Il racconto della donna è stato oggetto di investigazione da parte del Procuratore della Repubblica che ha sentito diversi testimoni, benché in questi casi, si sa, che è la parola dell’una contro la parola dell’altro. Quello che preme sottolineare all’avvocato Spigarelli è che «è stata fatta una indagine che ha mirato a verificare scrupolosamente la possibile processabilità della vicenda. In situazioni come questa, spesso si rinuncia a fare indagini e si rimanda tutto al processo, intanto, come diceva lei, è la parola dell’una contro quella dell’altra. Invece in questo caso la Procura ha deciso di non sottoporre inutilmente l’indagato ad un processo, dopo aver approfonditamente verificato i fatti».

La decisione della procura generale su Giuseppe Magliulo

Nel frattempo, si apprende dall’Adnkronos, anche la Procura generale presso la Corte di Cassazione ha concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Magliulo, con la richiesta di dichiarare il non luogo a procedere nei suoi confronti per «essere rimasti esclusi tutti gli addebiti» che gli erano stati mossi dal Presidente della Corte d’Appello e dal Consiglio giudiziario. «Non emergeva alcuna violazione del dovere di correttezza», dice la Procura generale, e «non c’era alcuna scarsa diligenza». Il Csm non ha ancora deciso ma la Procura generale ha comunque chiesto il proscioglimento nei confronti di Magliulo.

La vicenda di Magliulo si è intrecciata sulla cronaca nazionale con quella del caso di Ciro Grillo e di tre suoi amici che andranno a processo per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una italo norvegese proprio nel Tribunale di Tempio Pausania: «sull’altare della notorietà della vicenda Grillo, il caso del mio assistito ha scalato i gradini della cronaca, ponendosi molto più del dovuto sotto i riflettori».

Il magistrato Giuseppe Magliulo travolto dalla macchina del fango

Non ha torto l’avvocato Spigarelli: la macchina del fango ha travolto il magistrato. Una nota testata nazionale ha persino pubblicato un selfie in canottiera tratto dal profilo Facebook di Magliulo: «Il mio assistito è un magistrato su cui si sono volute gettare ombre ma che fin dal suo insediamento, nel 2018, ha operato senza risparmio per risanare un Tribunale che da anni opera in condizioni di estremo disagio. Mi rendo conto perfettamente che la storia di un alto magistrato coinvolto in un’indagine per reati di questo genere possa fare notizia. Ciò di cui però mi sono doluto a suo tempo, e mi dolgo ancora, è come poi la stampa abbia fatto il suo lavoro».

«Un conto sarebbe stato se la notizia fosse uscita quando è stata formulata l’accusa; invece la notizia è uscita molto tempo dopo, quando l’indagine era praticamente conclusa, senza dire che la Procura si stava avviando verso una richiesta di archiviazione. Per la giurisprudenza, spesso dimenticata da molti giornalisti, così come per il codice deontologico della stampa, il pubblico va informato tenendo conto dello sviluppo della vicenda giudiziaria. Vedremo se in questi giorni gli stessi giornali che hanno sbattuto la storia in prima pagina daranno con lo stesso rilievo la notizia dell’archiviazione».

La normativa sulla violenza sessuale, il parere dell’avvocato Spigarelli

Lasciando da parte il caso singolo, chiediamo all’avvocato Spigarelli cosa pensi dell’attuale normativa sulla violenza sessuale: «La riforma ormai risalente a molti anni fa correttamente ha trasferito questi reati, prima compresi nel Titolo che riguardava “Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume”, nel Titolo di quelli che concernono la tutela della persona, la propria identità e la libertà sessuale. Senza voler assolutamente minimizzare i casi di violenza, non condivido affatto quanto però previsto dal disegno di legge approvato da poco in Consiglio dei Ministri in materia di contratto alla violenza sulle donne. Reputo aberrante, in particolare, l’ampliamento smodato dei poteri di polizia in questa materia».

Il tema della violenza sulle donne viene molto drammatizzato sul piano mediatico: «si è passati da una informazione arcaica ad un’altra che ha posto sullo stesso piano tutte le vicende relative alla violenza sessuale, a prescindere dai dettagli del caso singolo, rischiando così di ridicolizzare le gravissime violenze e persecuzioni di cui sono vittime molte donne. Esistono, purtroppo, tematiche politically correct che godono di una informazione tutta sbilanciata quasi sempre verso le ragioni di chi accusa che però, molto spesso, può non essere attendibile per le più svariate ragioni».

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