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Stop della politica all’abuso d’ufficio. Anche il M5S dice basta alla “paura della firma”

abuso d'ufficio
La reazione dei sindaci al via dell'iter abbinato di tre disegni di legge  - Andrea Ostellari (Lega), Vincenzo Santangelo (M5S), Dario Parrini (Pd) - nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, destinati a limitare di fatto i confini delle responsabilità amministrative e penali
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Torna centrale il tema dell’abuso d’ufficio fuori e dentro il Parlamento: la partenza dell’iter abbinato di tre disegni di legge  – Andrea Ostellari (Lega), Vincenzo Santangelo (M5S), Dario Parrini (Pd) – nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, destinati a limitare di fatto i confini delle responsabilità amministrative e penali sul reato d’abuso d’ufficio, ha suscitato diverse reazioni, in primis quella della categoria più interessata, ossia i sindaci.

«Non cerchiamo alcuna impunità – ha detto all’Adnkronos Antonio Decaro, Presidente Anci e sindaco di Bari –  all’opposto vogliamo che il ruolo dell’amministratore locale torni a essere una missione attraente per tante persone oneste e competenti che oggi purtroppo la temono. Non è un interesse nostro, è un interesse della collettività, come dimostra la apprezzabile trasversalità politica delle proposte in discussione in Parlamento». Questa è una battaglia, ha proseguito Decaro, «che l’Anci conduce da tempo e saremo sicuramente felici quando il Parlamento approverà una legge più giusta sul tema delle responsabilità penali e su altri temi che riguardano la dignità della figura del Sindaco e dell’amministratore locale. È in discussione – ha concluso il presidente Anci – la praticabilità stessa delle nostre funzioni: fare il Sindaco ormai è diventato un mestiere pericoloso anche nei suoi atti quotidiani più banali, per la quantità abnorme di  rischi giudiziari penali e civili che si corrono».

Favorevole ad una riforma dell’abuso d’ufficio anche Mario Sanino, presidente dell’Unaa (Unione avvocati amministrativisti) per cui l’iter parlamentare è  «molto importante»  oltre che per le conseguenze sul fronte penale anche per i vantaggi sul lato amministrativo, «in particolare legati alla responsabilità erariale», cioè al possibile danno sofferto dallo Stato o da un altro ente pubblico a causa dell’azione o dell’omissione di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione. Sanino all’Adn ha anche ricordato che «i dipendenti pubblici con grande difficoltà appongono la loro firma perché vogliono evitare il rischio di essere perseguiti come autori di abuso d’ufficio. Con questa novità, da leggere e studiare, saranno messi nelle condizioni di non temerlo più. Per commettere reato firmando, devono essere consapevoli di arrecare vantaggio a sé o ad altri. Se il vantaggio è solo eventuale l’abuso d’ufficio non c’è».

Si spinge oltre l’avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali che nel dirsi « lieto che il Parlamento cominci a rendersi conto dei disastri che sono stati determinati in questo paese dal consegnarsi della politica ai controlli delle procure della Repubblica» auspica la soppressione stessa del reato: «Noi siamo per una posizione di eliminazione delle ipotesi di abuso d’ufficio, che per noi è già sanzionato quando è parte di reati più gravi. Le condotte giustamente punibili sono già implicite e comprese in quelle di corruzione concussione, peculato, malversazione, per cui non c’è alcun bisogno di prevedere una norma residuale. L’abuso di ufficio e l’assurdo reato di traffico di influenze illecite  sono norme indeterminate che hanno l’unico risultato di sottoporre il potere politico ed amministrativo all’indebito controllo preventivo dell’autorità giudiziaria penale».

Intanto oggi alle 18 è scaduto il termine per la segnalazione da parte dei gruppi i nominativi dei soggetti da audire. Al termine delle audizioni si provvederà a convergere su un testo base.  I tre ddl sono stati presentati tutti tra marzo e luglio di quest’anno. Quello del dem Parrini «interviene sul regime della responsabilità penale, amministrativa e contabile dei sindaci»: si verifica il reato quando la violazione si intende riferita a specifiche regole di condotta espressamente attribuite al sindaco; inoltre la responsabilità per omissione non si applica ai sindaci «per eventi che si siano verificati nel territorio comunale, salvo il caso in cui sia provato il dolo o la colpa grave». Proprio il senatore dem ci dice: «credo che la direzione trasversale sul tema dell’abuso d’ufficio intrapresa dalle Commissioni troverà l’appoggio del Governo. Esiste infatti uno schema di legge delega al Governo per la revisione del TUOEL (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) che va nella nostra stessa direzione. Condivido quanto detto dal presidente Sanino in merito alla responsabilità erariale.  Infatti la mia proposta è l’unica tra le tre a modificare la normativa vigente e a prevedere un danno erariale imputabile al sindaco solo se c’è dolo».

La proposta del leghista Ostellari, invece, vuole eliminare il vaglio del Giudice penale sui provvedimenti amministrativi,  passando il controllo della attività amministrativa ai Tar e al Consiglio di Stato. Il presidio penale si riserva soltanto a manifestazioni di tipo comportamentale oggettivamente riscontrabili quali appunto lo svolgimento di funzioni pubbliche in situazioni di conflitto di interesse che imporrebbero l’obbligo di astensione.

Infine, la proposta del grillino Santangelo intende modificare l’articolo 54 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali aggiungendo un comma 1bis per cui « Il sindaco, quale ufficiale del Governo, nell’esercizio delle funzioni di cui al comma 1, risponde esclusivamente per dolo o colpa grave per violazione dei doveri d’ufficio». Il senatore Santangelo così commenta al Dubbio: « anche se il ddl del collega Ostellari andrebbe ad incidere in maniera più ampia sul reato di abuso di ufficio, tuttavia credo si possa trovare una convergenza per il testo base, soprattutto tra il nostro testo e quello del Pd. Una modifica del genere la richiede il momento storico che stiamo vivendo, penso ad esempio a quanto successo alla sindaca di Crema ma anche all’ex sindaco Appendino. È chiaro che quando amministri un città, ti rendi conto in prima persona di come sia difficile portare avanti il lavoro. Quindi ritengo che le nostre siano modifiche di buon senso che possono consentire di poter amministrare al meglio».

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