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Finisce l’era Merkel. Germania al voto

Dopo 16 anni di governi si chiude l'era Merkel. Oggi la Germania sceglie il suo futuro
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Dopo 16 anni di governi si chiude l’era Merkel. Oggi, a partire dalle otto, 60,4 milioni di tedeschi aventi diritto saranno chiamati a rinnovare  il Bundestag.

I sondaggi, condotti per mesi, hanno fotografato una situazione parecchio incerta, con risultati previsti che hanno premiato alternativamente i Verdi, quindi la Spd, determinando una brusca discesa dei consensi per l’Unione (Cdu/Csu), poi tornata improvvisamente a risalire negli ultimi giorni. Sulla carta sono sei le possibili coalizioni di governo, da una riedizione della Grande Coalizione Cdu-Csu-Spd eventualmente allargata ai Verdi (coalizione Kenya) alla coalizione Giamaica (Unione-Fdp-Verdi) ad una coalizione Germania (Unione-Spd-Fdp) alla squadra di governo rosso-rosso-verde (Spd-Die Linke-Verdi) ad una coalizione semaforo (Verdi, Fdp, Spd). Molto dipenderà dai risultati dei due partiti in testa nei sondaggi, da quale dei due prevarrà e con quale distacco sull’altro. A questo è legata anche la scelta del cancelliere.

Tre i candidati in lizza per la cancelleria: il cristianodemocratico Armin Laschet, presidente della Cdu e premier del NordReno Westfalia, che corre per l’Unione (Cdu/Csu), l’ex sindaco di Amburgo ed attuale ministro federale delle Finanze, Olaf Scholz, candidato dei socialdemocratici, Annalena Baerbock, candidata dei Verdi.

L’affluenza alle urne è stata tradizionalmente molto alta nel paese (anche più del 90%) fino alla fine degli anni Ottanta. Dopo la riunificazione il tasso di partecipazione è sceso, con il 70,9 registrato nel 2009 e il 76,2 nel 2017. Quest’anno molti elettori ricorreranno al voto per posta. Il voto venne introdotto nel 1957 ma fino al 2008 chi voleva ricorrere a questo metodo doveva chiedere il permesso e fornire una spiegazione che giustificasse la sua scelta. Dal 2009 questo obbligo non c’è più. La percentuale di elettori che ricorre a questa soluzione è salito da meno del 5% al 28,6 delle ultime elezioni federali e – anche a causa del Covid – si prevede che la percentuale dei votanti per posta cresca in modo determinante.

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