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Israele smentisce: «Il caso di Eitan non è di nostra competenza»

Le autorità israeliane smentiscono la versione diffusa in queste ore secondo la quale il governo avrebbe espresso parere legale favorevole al rientro del bambino in Italia
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Le autorità israeliane prendono le distanze dalla vicenda del piccolo Eitan, smentendo la ricostruzione dell’emittente Channel 12, secondo la quale il ministero degli Esteri e quello della Giustizia avevano espresso il parere legale che il bambino venisse riportato in Italia e restituito al tutore legale. Lo riporta il Jerusalem Post, riferendo che entrambi i ministeri negano la circostanza. Un portavoce del ministero degli Esteri ha invece riferito al Jerusalem Post che, pur essendo le autorità israeliane informate della vicenda, il caso non riveste aspetti diplomatici o politici e quindi non rientra tra le loro competenze.

Intanto, l’avvocata Cristina Pagni, che assiste la zia tutrice di Eitan, mantiene il massimo riservo sull’indagine per sequestro di persona aggravato scaturita dopo che il nonno del bimbo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone lo avrebbe prelevato e portato in Israele. «Stiamo studiando, stiamo lavorando. In questo momento non siamo in grado di fare dichiarazioni, ci serve tempo», spiega la legale dopo avere incontrato in tribunale a Pavia i magistrati che si occupano del caso. Prima di entrare nel palazzo di giustizia, Pagni aveva spiegato di voler ribadire ai magistrati che col suo gesto il nonno di Eitan ha violato la Convenzione dell’Aja che disciplina situazioni analoghe a quella del bimbo conteso.

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