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Caos AstraZeneca, l’Ema chiarisce: «Il vaccino è sicuro per tutti»

L'Agenzia europea del farmaco ribadisce la propria linea e invita la stampa a non trasmettere informazioni false: «Il rapporto rischio-beneficio è positivo e il vaccino rimane autorizzato in tutte le popolazioni»
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«La posizione normativa dell’Ema rispetto al vaccino di AstraZeneca è chiara: il rapporto rischio-beneficio è positivo e il vaccino rimane autorizzato in tutte le popolazioni». Lo precisa la stessa Agenzia europea del farmaco, sottolineando che «durante il fine settimana ci sono stati molti articoli con informazioni non corrette sulle considerazioni scientifiche dell’Ema riguardo al vaccino Covid-19» prodotto dall’azienda anglo-svedese.

«La fonte della disinformazione – spiega l’ente regolatorio Ue – è stato un articolo pubblicato su un quotidiano italiano, che citava erroneamente uno dei nostri esperti. Da allora l’articolo è stato rivisto e abbiamo anche chiesto una correzione formale. Molte testate giornalistiche hanno pubblicato articoli sulla base dell’intervista originale ed errata», rimarca l’Ema che, «nell’interesse di una comunicazione corretta e basata sui fatti», chiede di «aggiornare gli articoli contenenti informazioni false, in modo da riflettere la posizione normativa – invariata – dell’agenzia nei confronti del vaccino Vaxzevria* di AstraZeneca». «Se le raccomandazioni dovessero cambiare – conclude l’authority – l’Ema lo comunicherà in modo trasparente e proattivo ai media e al pubblico, e i giornalisti sono incoraggiati a controllare il nostro sito web per eventuali nuove informazioni».

Intanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo alle domande del direttore de La Stampa, Massimo Giannini, ribadisce con «con grande onestà e trasparenza» che «è chiaro che noi abbiamo mutato sul vaccino AstraZeneca le scelte. Ema l’ha approvato dai 18 anni in su e poi i Paesi hanno deciso di usarlo a seconda delle evidenze scientifiche che nel tempo sono cambiate. È la comunità scientifica che ci guida. Se un vaccino è raccomandabile sopra o sotto i 60 anni, non è mica una scelta politica di un ministro, di un presidente del Consiglio o di una Regione, ma di chi ci ha guidato nel campo dei vaccini: le agenzie regolatorie, il Cts e gli esperti che si sono sempre occupati di questa materia».

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