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Cottarelli: «Il pass per girare? Basta burocrazia!»

Sì dal virologo Burioni: «Più efficace dell'obbligo vaccinale». Il pass dovrebbe attestare l’avvenuta vaccinazione, l’esecuzione di un test Covid negativo in un arco temporale da definire o l’avvenuta guarigione dal Covid
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«Servono 2-3 mesi per creare il pass unico per chi è vaccinato, non ha più il Covid o ha fatto un tampone. Ma perché serve un nuovo unico documento? Non basta stabilire che chi ha documenti attestanti una delle 3 citate condizioni può fare certe cose? Basta burocrazia!». Lo scrive su twitter Carlo Cottarelli, a cui non sembra piacere affatto l’idea lanciata dal governo Draghi per il nuovo piano aperture.

In senso opposto si esprime invece il virologo Roberto Burioni, che sempre via twitter dà la sua approvazione: «Secondo me l’idea del pass è ottima. Impedire a chi rifiuta il vaccino i movimenti e l’ingresso nei bar e nei ristoranti sarà più efficace di qualunque obbligo nello spingere gli indecisi a vaccinarsi». Per ora comunque si tratta di un work in progress, un’ipotesi. Il pass dovrebbe attestare l’avvenuta vaccinazione, l’esecuzione di un test Covid negativo in un arco temporale da definire – si parla di 24 ore – o l’avvenuta guarigione dal Covid. L’obiettivo è trovare una soluzione operativa già dal 26 aprile, quando inizierà la nuova fase di riaperture. Sul tavolo di confronto non dovrebbe invece trovare spazio il tema del coprifuoco, per spostare le lancette più avanti di una o due ore. «Sul coprifuoco non c’è nulla da dire, non è in discussione. Punto. Dobbiamo solo capire come rendere operativo il pass sulla mobilità», dice all’Adnkronos uno dei ministri presenza fissa alle riunioni della cabina di regia. È tuttavia presumibile che la Lega approfitterà dell’incontro per sollevare la questione, «ma su questo non troverà margini, né in Draghi né nelle altre forze di governo», assicura la stessa fonte.

Intanto il commissario Ue per il Mercato interno e i servizi, Thierry Breton, fa sapere che il passaporto sanitario europeo entrerà in funzione «a metà giugno o fine giugno al più tardi». Parallelamente all’accelerazione delle vaccinazioni si potrà avviare l’uso del passaporto vaccinale, ha detto Breton. «La Commissione lavora sull’insieme delle disposizioni digitali, abbiamo una squadra che lavora per portare questo a compimento, cosa che sarà fatta per metà maggio», ha spiegato. «Parallemante lavoriamo con gli Stati membri» e «cominceremo i primi test di funzionamento a inizio giugno per effettivamente, speriamo, un’entrata in vigore a metà giugno o fine giugno al più tardi», ha aggiunto Breton.

 

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