Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

I focolai Covid in carcere si estendono. Il Dap interviene, ma pesa il sovraffollamento

Padova e Reggio Emilia i casi più critici, ma il sovraffollamento incide anche negli altri istituti. E a Catanzaro ieri si è registrato un altro morto
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Continua a crescere il numero dei contagi all’interno delle carceri e i focolai Covid si estendono. In particolare c’è forte preoccupazione per il carcere Due Palazzi di Padova. Su 149 positivi negli istituti penitenziari del Triveneto, ben 113 si trovano a Padova: 96 detenuti e 8 agenti di polizia penitenziaria in casa di reclusione, 8 detenuti e 3 lavoratori in casa circondariale. Praticamente un ospite ogni cinque del Due Palazzi risulta positivo al Coronavirus. Poi c’è il carcere di Reggio Emilia dove il contagio ha raggiunto numeri pazzeschi: un detenuto su tre, risulta positivo al Covid. Oltre alla lentezza nell’effettuare i vaccini, pesa il sovraffollamento e la mancanza di spazi per fare la quarantena.

A Catanzaro un altro morto

Problema che riguarda anche altri istituti penitenziari. Ci dobbiamo spostare ora nelle Marchia, in particolare il carcere di Pesaro dove c’è stato un secondo detenuto ricoverato in ospedale per Covid. Da giorni l’istituto penitenziario della città è alle prese con un focolaio del virus. Quasi una settantina i contagiati, 58 detenuti asintomatici e 16 agenti di polizia penitenziaria. Ma due detenuti, com’è detto, sono stati ricoverati perché hanno cominciato a presentare dei sintomi gravi come forte dolori al petto. Spostandoci a sud c’è il carcere calabrese di Catanzaro con almeno 73 detenuti positivi, tra i quali due sono stati ricoverati. Mercoledì c’è stata una prima vittima e ieri è stata ka volta di un AS di 45 anni che era ricoverato, pare non avesse altre patologie.

Il Dap interviene a Padova e Reggio Emilia

Nel frattempo il Dap si è attivato costituendo due nuovi gruppi di lavoro per intervenire con immediatezza sui numerosi contagi da Covid-19 negli istituti di Reggio Emilia e Padova. Dovranno individuarne con urgenza le cause e predisporre le misure organizzative da adottare per evitarne l’ulteriore diffusione, garantendo al tempo stesso la migliore sistemazione dei detenuti nel rispetto delle norme sanitarie disposte dal ministero della Salute e delle direttive fin qui emanate dal Dap. I due provvedimenti, firmati dal Capo del Dipartimento Bernardo Petralia e dal Vice Roberto Tartaglia, ripropongono – si legge nel loro comunicato – «l’identica formula di successo con la quale il Dap ha affrontato e risolto in breve tempo i focolai di contagi verificatisi nella Casa circondariale di Tolmezzo nel novembre 2020 e nel Nuovo Complesso di Roma Rebibbia a fine gennaio scorso».

Impossibile attuare il protocollo sanitario

Resta il fatto che finora si inseguono i contagi, i quali si diffondono anche a causa dell’impossibilità di attuare il protocollo sanitario che rimane quasi utopico nel momento in cui sono pochi i posti disponibili a causa del sovraffollamento. C’è il Gennarino De Fazio della Uilpa che, preoccupato anche dei numeri in salita degli agenti positivi, dichiara: «La Ministra sciolga gli indugi, dica chiaramente cosa vuole fare dell’esecuzione penale e del carcere, apra un confronto serrato con tutte le parti in causa e metta in campo le strategie per realizzarlo, ogni ritardo non fa che aggravare la situazione».

Ultime News

Articoli Correlati