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Zaki, nuova udienza per il rinnovo della detenzione

Patrick Zaki
I legali presenteranno dei certificati per dimostrare le gravi condizioni di salute del padre del giovane studente egiziano
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Si terrà oggi una nuova udienza il rinnovo della detenzione di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna che si trova nel carcere di Tora da febbraio dello scorso anno con l’accusa di propaganda sovversiva, istigazione alla protesta e istigazione al terrorismo. «Presenteremo alla corte documenti che provano le condizioni di salute di suo padre», hanno dichiarato i suoi legali, così che il suo ricovero in ospedale venga preso in considerazione. Inoltre il team chiede il suo rilascio poiché non esiste nessuna base legale che giustifichi la detenzione preventiva. Patrick viene tenuto in detenzione preventiva senza accuse chiare e con un verbale d’arresto falsificato, per questo gli avvocati continuano a richiedere l’immediato rilascio del giovane.

l padre di Patrick è ricoverato in ospedale da domenica scorsa 21 febbraio e soffre fra l’altro di ipertensione, diabete e «oscillazioni» della pressione arteriosa. L’udienza si tiene presso il “Maahad umanàa al shorta”, ha segnalato la legale riferendosi all’Istituto per assistenti di polizia annesso al complesso carcerario di Tora, all’estrema periferia meridionale del Cairo, dove il 29enne è rinchiuso nella prigione detta «Indagini». Il suo caso viene seguito da vicino dall’Ambasciata d’Italia al Cairo nell’ambito di un meccanismo di monitoraggio Ue. Patrick era stato arrestato in circostanze controverse il 7 febbraio dell’anno scorso subendo torture, secondo i suoi avvocati.

Amnesty International ha avvertito che il giovane rischia fino a 25 anni di carcere. La custodia cautelare in Egitto può durare due anni ma prolungarsi ulteriormente quando emergono altre accuse. Dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali ritardati dall’emergenza Covid, ora il caso di Patrick è in quella dei prolungamenti di 45 giorni. Le accuse a suo carico sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake ma che hanno configurato fra l’altro la «diffusione di notizie false, l’incitamento alla protesta e l’istigazione alla violenza e ai crimini terroristici». Zaki stava compiendo studi all’Alma Mater bolognese in un Master biennale in studi di genere (Gemma) ma era stato arrestato al ritorno in Egitto per vacanze.

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