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“Io, solidale coi detenuti, basta che restino in galera…”. Parola di Travaglio

"Anch'io - spiega Travaglio - ho a cuore la sorte dei detenuti, purché restino tali. E ho a cuore la pena "rieducativa", purché sia una pena".
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Il Travaglio pensiero in tutto il suo splendore – un vero e proprio manifesto del giustizialismo – è andato in scena sul Fatto Quotidiano di oggi. In un singolare botta e risposta con Gad Lerner, si lascia infatti andare a considerazioni dal sapore ottocentesco, almeno per quel che riguarda i diritti dei detenuti.

Ma per capire il Travaglio pensiero in tema di carcere conviene partire dal finale a di poco folgorante “Anch’io – spiega – ho a cuore la sorte dei detenuti, purché restino tali. E ho a cuore la pena “rieducativa”, purché sia una pena”.

Ma a ben vedere, risalendo tra i pensieri del direttore del Fatto, lui una soluzione per risolvere “l’annosa questione” del sovraffollamento ce l’ha: “Costruire più carceri”. Insomma, nonostante il crollo dei reati che in Italia prosegue da circa vent’anni, Travaglio non ha dubbi ed esclusa qualsiasi ipotesi di depenalizzazione e pur riconoscendo la fatiscenza delle strutture penitenziarie, per lui la soluzione è una e una soltanto: “costruirne di nuove per garantire ai detenuti condizioni di minima decenza”.

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