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La carica di Friedkin: un ( altro) americano alla conquista di Roma

Il Gruppo Friedkin compra da Pallotta tutte le azioni della As Roma SpA, il club sportivo, più l’intera galassia di società controllate
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Il prezzo è giusto: parafrasando il celebre gioco tv, per la cifra totale di 591 milioni di euro ( includenti debiti e futruro aumento di capitale) James Pallotta cede a Dan Friedkin la proprietà della As Roma che, quindi, dopo nove anni cambia padrone. L’accordo è stato chiuso nella notte ( ora italiana) fra mercoledì e giovedì e sono stati diffusi tre comunicati ufficiali: il primo, giovedì mattina prima dell’apertura dei mercati azionari ( la Roma è quotata in borsa) e due nei giorni successivi.

La sintesi è che il Gruppo Friedkin compra da Pallotta tutte le azioni della As Roma SpA, il club sportivo, più l’intera galassia di società controllate: le tre che si occupano dello Stadio di Tor di Valle ( Stadio TdV, Retail TdV, TDV Real Estate); poi ASR Soccer LP; Roma Studio; ASR Media and Sponsorship; Soccer SaS; Brand Management; As Roma Real Estate. Dopo la firma del preliminare, le due parti hanno convenuto di concludere la compravendita entro fine agosto 2020. “Il completamento dell’Operazione comporterà l’obbligo per Friedkin di lanciare un’offerta pubblica obbligatoria sulle azioni in circolazione del Club ( che rappresentano circa il 13,4% del capitale sociale del Club) ai sensi delle leggi e dei regolamenti applicabili” il che significa che, a stretto giro, la Roma potrebbe uscire dalle quotazioni di Borsa. Con maggiore precisione, il giorno dopo sono stati diffusi i prezzi in dettaglio: Friedkin paga 0,1165 euro ad azione e, al prezzo di 63.414.047 €, acquista l’ 86,6% della As Roma SpA. A questo aggiunge: 8.486.933 per acquisire “le altre partecipazioni societarie detenute direttamente e indirettamente da AS Roma SPV” ( la società controllante di Pallotta); poi 111 milioni e 79mila euro per coprire l’aumento di capitale finora versato dai soci; 16milioni vanno per coprire parte dei costi sostenuti da Stadio TdV SpA, la società che realizzerà lo Stadio di Tor di Valle. Il tutto, quindi, per un valore complessivo di 199 milioni di euro. Nuove comunicazioni ai sensi delle leggi in materia societaria sono annunciate entro le ore 17 di lunedì 10 agosto.

Da ultimo, la seconda nota riporta che “The Friedkin Group intende confermare l’intenzione di supportare le esigenze finanziarie del Club sottoscrivendo una quota del previsto aumento di capitale per un ammontare almeno pari a quello dei finanziamenti- soci erogati al Club ( quindi altri 111 milioni circa, ndr). Una volta acquistato il controllo del Club, TFG finalizzerà la tempistica definitiva e l’ammontare complessivo del menzionato aumento di capitale”.

Al netto delle cifre e del freddo linguaggio dei comunicati economici, il passaggio al Gruppo di Dan Friedkin potrebbe rappresentare una svolta per la società sportiva ancora superiore a quella già avvenuta con l’arrivo della cordata degli americani dopo l’era di Franco e Rosella Sensi. Se è vero – con enorme rammarico per i tifosi della Roma – che l’era DiBenedetto/ Pallotta non ha portato trofei in bacheca è anche vero che ha decisamente trasformato la società: da sponsor spesso a mala pena rilevanti sul mercato strettamente italiano si è passati a sponsor di caratura internazionale. La comunicazione social della Roma può iniziare a rivaleggiare con quelle di altre società decisamente più blasonate. E, da ultimo, mai come ora si è vicini alla agognata costruzione dello stadio di proprietà.

A questo proposito, possono considerarsi iniziate le procedure che in qualche settimana porteranno il dossier Tor di Valle al voto in Consiglio comunale: il 21 luglio è stata consegnata dal Campidoglio la stesura finale del testo della convenzione urbanistica ( il contratto vero e proprio fra i proponenti e il Comune, ndr). Venerdì scorso la Giunta Raggi ha adottato i testi dei due accordi preliminari con Regione Lazio per la ferrovia Roma- Lido di Ostia e con Città Metropolitana per la via del Mare/ Ostiense, due atti preliminari il cui completamento dà di fatto il via all’iter di votazione. E il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendo di nominare un commissario straordinario, sul modello Genova, per la realizzazione del Ponte dei Congressi, opera finanziata dallo Stato e che il Comune ha collegato al progetto Tor di Valle.

Per la settimana che porta a Ferragosto, inoltre, dall’entourage della Raggi trapela la possibiltà che venga approvato in Giunta l’intero dossier Stadio che così, alla ripresa a fine agosto, sarà pronto per iniziare i passaggi preliminari nelle cinque Commissioni consiliari ( Urbanistica, Mobilità, Lavori pubblici, Commercio e Ambiente) e al IX Municipio ( territorialmente competente) che dovranno esprimere i pareri obbligatori ma non vincolanti prima del voto finale in Aula Giulio Cesare. Che, a questo punto, con questa accelerazione improvvisa potrebbe avvenire dalla seconda metà di settembre. Il problema che Friedkin dovrà affrontare però è quello di rianimare un ambiente e una tifoseria da troppo tempo lacerata, partendo dalla riduzione del peso specifico di certe radio che paiono muoversi per interessi non necessariamente coincidenti con quelli del club.

La prima decisione sarà quella di decidere con quale staff andare avanti: la piazza da molto tempo chiede le teste dei dirigenti, Guido Fienga, Mauro Baldissoni, e soprattutto Franco Baldini, attribuendo loro a prescindere qualunque nefandezza possibile. C’è da scegliere il direttore sportivo e capire con quale allenatore e staff e quali giocatori ricominciare la nuova stagione. Partendo da un fatto: impossibile presentarsi vendendo i gioielli di famiglia, in primis Nicolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini.

 

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