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Eric Dupond-Moretti, il nuovo ministro della Giustizia francese che fa infuriare i magistrati

L'avvocato scelto da Macron dopo il rimpasto di governo è soprannominato l' Orco del Nord e l'Assolutore per i tanti casi risolti in favore dei suoi clienti
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Ha definito la magistratura “codarda”, “incompetente”, “inaffidabile”, “moralista”. Ha proposto di abolire l’École nationale de la magistrature e di sopprimere il Front National di Marine Le Pen. Infine, è stato nominato ministro della Giustizia nel nuovo governo guidato da Jean Castex, dopo il rimpasto voluto dal presidente Emmanuel Macron.

È Éric Dupond-Moretti, l’avvocato più famoso di Francia, soprannominato “l’acquittator” (l’assolutore) per le tante assoluzioni importanti ottenute per i suoi clienti, prima fra tutte quella di Roselyn Godard, accusata di pedofilia una ventina d’anni fa e già condannata da media e opinione pubblica. In tribunale, assolta. Originario di Maubeuge, paese famoso per essere stato cinto d’assedio in una delle prime battaglie combattute sul fronte occidentale durante la Prima guerra mondiale, Dupond-Moretti ha 59 anni e, come s’intuisce dal cognome, è per metà italiano. Lamadre, Elena Moretti, si trasferì in Francia per fare la cameriera e sposò un operaio che morì quando il futuro ministro della Giustizia aveva solo quattro anni. Laureato a Lille, è avvocato penalista a Parigi, ma le sue battaglie hanno riguardato in primo luogo la sfida alla magistratura.

Appena nominato, ha voluto però placare gli animi. “Non faccio la guerra a nessuno – ha detto – questo è il ministero della libertà”. Il riferimento era a Celine Parisot, presidente dell’Unione sindacale dei magistrati, che aveva parlato della sua nomina come di una “dichiarazione di guerra alla magistratura”. La sindacalista aveva poi rincarato la dose dicendo che il nuovo ministro della Giustizia “sembra detestare i magistrati, che peraltro non si priva di insultare regolarmente”. Anche il Sindacato della magistratura, orientato a sinistra, ha seguito a ruota. “Ci facciamo alcune domande rispetto alle sue ultime dichiarazioni su alcuni magistrati”, ha detto la segretaria nazionale Lucille Rouet.

Ma l’orco del Nord, come viene chiamato per la sua voce roca e i modi bruschi, non si è scomposto: “Sarò un guardasigilli del dialogo – ha sottolineato – Cambierò ciò che va peggio e manterrò ciò che va meglio”. Vuole che i processi si facciano in tribunale, Dupond-Moretti, “e non in strada, sui social network o sui media, perché l’onore degli uomini non merita di essere gettato in pasto ai cani”. Certo non sarà facile cambiare pelle per uno che ha definito la Francia “la République des Juges” e che sarà il primo avvocato a ricoprire questo ruolo dai tempi di Robert Badinter, uno dei portabandiera della campagna che portò all’abolizione della pena di morte in Francia nel 1981. L’impressione è che i prossimi due anni alla guida della giustizia transalpina avranno quantomeno il sapore di una tregua armata tra guardasigilli e magistrati.

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