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Fontana: «Penso stia iniziando la discesa»

Il governatore della Lombardia: «Tamponi anche a chi ha un solo sintomo»
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«Non sta crescendo la linea di contagi» e «penso stia per iniziare la discesa». Le parole del presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, sono oggi più ottimistiche rispetto a ieri, quando si era detto «preoccupato» dall’alto numero dei contagi – oltre 2500 solo ieri, con 351 vittime – a proposito dell’emergenza coronavirus. Il governatore ha ribadito che «bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione», il che «conferma che quello di ieri è stato determinato da una situazione assolutamente particolare».

E dunque il risultato di ieri potrebbe essere il frutto di un accumulo di tamponi, come aveva ipotizzato in conferenza stampa anche Agostino Miozzo, direttore del Dipartimento della Protezione civile. Una spiegazione che renderebbe un po’ meno drammatico lo stop al trend positivo che si era registrato negli ultimi quattro giorni.

«Tenuto conto dell’aumento dei contagi corrisposto a prima che entrassero in vigore le nuove misure più restrittive, sono fiducioso che queste stesse nuove misure conterranno l’aumento», aveva anticipato Fontana a MatttinoCinque.

Anche oggi, ha spiegato il governatore, il numero di tamponi processati è stato maggiore, ma nonostante ciò «si assiste a una riduzione del numero dei contagi. Ci fa piacere».

La strategia è cambiata: per effettuare un tampone, stando alle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità, «basta un solo sintomo, fino a qualche giorno fa bisognava essere poli-sintomatici» per essere sottoposti al tampone. Tuttavia, ha aggiunto, «il problema non è il numero dei tamponi, è il processamento dei tamponi. Noi con i nostri laboratori ribadiamo che siamo arrivati al limite, poco più di 5 mila tamponi al giorno».

Ma il governatore non ha risparmiato le critiche agli scienziati, che dopo la notizia del paziente 1 «non hanno fatto un grande servizio perché battibeccavano. C’era chi sosteneva che era una stupidata, chi sosteneva che fosse una cosa seria, ma la percezione è che i nostri cittadini non sono stati messi in allerta. Se avessimo subito agito in maniera rigorosa come stiamo facendo adesso fin dal primo giorno, forse qualche settimana di chiusura l’avremmo evitata e forse avremmo avuto qualche vittima in meno», ha dichiarato a Telelombardia.

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