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Carfagna: «Un aiuto agli avvocati ignorati dal governo»

La proposta della vicepresidente della Camera: «Stop al pagamento dei contributi»
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Si avvicinano le scadenze per il versamento dei contributi degli avvocati alla Cassa forense e «per molti di loro, pagare subito quanto dovuto sarebbe impossibile». A dirlo è Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. «La nostra proposta prevede di prorogare al prossimo anno il pagamento dei contributi minimi relativi al 2020 e del contributo soggettivo sui redditi del 2019, con la possibilità di rateizzarli. Inoltre, per chi ha un reddito inferiore agli 80 mila euro, le aliquote del contributo soggettivo dovrebbero essere dimezzate» sostiene in un intervento sul sito dell’associazione “Voce Libera”.

«Sin dall’inizio abbiamo dimostrato la disponibilità a collaborare con il governo per gli interventi necessari ad affrontare le emergenze sanitaria ed economica provocate dal coronavirus – si legge sul portale -. Ma per noi collaborare significa soprattutto dare voce ai tanti che in questi giorni ci stanno contattando, per chiederci una mano in un momento difficile. Sono categorie che non meritano di essere trascurate, a partire dai professionisti (avvocati, geometri, architetti e altri) ignorati dal decreto Cura Italia. Lo diciamo subito: vogliamo che il sussidio previsto dal governo per le partite Iva iscritte all’Inps sia esteso anche a loro. Di più: per dare certezza al loro immediato futuro, vogliamo che sia valido per tre mesi e l’importo sia elevato a 780 euro. Se quella cifra viene garantita a chi percepisce il reddito di cittadinanza, non vediamo perché non possa andare anche a chi lavora regolarmente ed è costretto a fermarsi solo a causa dell’emergenza».

In particolare, tanti avvocati dovranno presto fare i conti con scadenze particolarmente gravose. Per loro, piega Carfagna, «abbiamo pensato a un pacchetto di misure, volte a dare sollievo a tanti professionisti che non potranno lavorare fino alla fine dell’emergenza. Sospendiamo subito le rate dei mutui dei locali in cui operano a chi, tra loro, dichiara un reddito inferiore agli 80mila euro. E facciamo in modo che la pubblica amministrazione acceleri il pagamento dei compensi già maturati per l’attività pregressa, svolta in patrocinio a spese dello Stato. Aiuteremmo così soprattutto i più giovani ad andare avanti in questa fase di stop – conclude -. Per lo Stato, di fronte a un’emergenza così grande, si tratterebbe solo di un piccolo sforzo. Ma per tanti avvocati potrebbe essere un’ancora di salvataggio in questo momento».

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