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Nathan, il sindaco- mito della Roma laica con voglia di crescere

Storia capitale. Il suo maggiore merito consistette in una sistematica e innovativa visione urbanistica della capitale, in pieno sviluppo, ricca di contraddizioni e di speculatori
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Alla vigilia delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario di Roma Capitale, primo frutto del progetto Nathan, è uscito un volumetto agile e importante, che raccoglie gli interventi di autorevoli studiosi in alcuni convegni svoltisi tra maggio e novembre 2019. Ben orchestrato da Marisa Patulli Trythall, curatrice e anima del progetto, il libro si articola in 19 brevi e densi saggi, raccolti in 4 parti riguardanti: il contesto storico e politico; origini, formazione ed etica di Ernesto Nathan; vari aspetti dello sviluppo di Roma capitale; il confronto con personaggi più o meno vicini al Nostro.

Dall’insieme si trae il ritratto di un’epoca e di un personaggio nel contempo famigerato e mitico: famigerato in quanto straniero, ebreo, massone, anticlericale, bloccardo ( cioè esponente del Blocco popolare, coalizione di forze politiche radical- liberali e socialiste, vincitrice delle elezioni comunali del 1907); mitico e a tutt’oggi insuperato per come seppe amministrare una città già allora difficile come Roma, in impetuosa crescita demografica.

Furono sei anni di buona amministrazione, improntata a una salda visione etica, di cui sono parte la decisiva valenza riconosciuta all’istruzione e la volontà di coinvolgere i ( pochi) elettori ( il suffragio universale deve ancora arrivare) nelle scelte più importanti. E’ celebre il referendum svolto nella data simbolica del 20 settembre 1909, che dette il via libera alla municipalizzazione dei trasporti urbani e dell’energia elettrica. Il maggiore merito di Nathan consiste, forse, in una sistematica e innovativa visione urbanistica della capitale, allora in pieno sviluppo, ricca di contraddizioni e di analfabeti, con diffuse povertà, in forte espansione e quindi oggetto di speculazioni edilizie.

In questo contesto multiforme e complicato il sindaco si muove con grande capacità, passione e determinazione, cambiando il volto della città, contornandosi – come assessori o semplici collaboratori – di figure di alto rilievo, chiamate anche da fuori: tra tutte, Ivanoe Bonomi, assessore alla Ragioneria, Giovanni Montemartini, assessore ai servizi tecnologici, Sibilla Aleramo e Maria Montessori. Oltre al piano regolatore del 1908, tra le realizzazioni della Giunta Nathan, si possono enumerare le opere edilizie statali portate a termine durante la sua sindacatura, anche se non tutte pienamente condivise ( come il Vittoriano e il cosiddetto “Palazzaccio”, cioè il Palazzo di Giustizia), e i circa 150 plessi comunali aperti ( asili per l’infanzia, piccole biblioteche, laboratori scientifici, ambulatori di medicina preventiva, centri sociali e cinematografi…).

Dal libro emerge il multiforme impegno di Nathan e della sua famiglia, ove giocano un ruolo importante anche le figure femminili, come la madre, amica e sostenitrice di Giuseppe Mazzini, e la moglie Virginia Mieli. Il libro suggerisce in qualche saggio l’impietoso confronto con il presente: forse anche per questo la figura di Ernesto Nathan è avvolta ancora oggi da un’aura mitologica, mentre la città di Roma sprofonda, giorno per giorno, in un degrado che pare inarrestabile.

Marisa Patulli Trythall ( a cura di), Ernesto Nathan. L’etica di un sindaco, Roma, Nova Delphi, 2019.

 

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